Neo: “Cometa”, miserie e follie di uomini attuali

Giulia Siena
PARMA – Dire che con Cometa Gregorio Magini cerchi la provocazione è inesatto. Gregorio Magini, attraverso il suo Cometa, scrive e descrive vite distratte che brancolano in una normalità qualunque resa anomala da tonnellate di silenzio. Magini descrive la normalità dell’oggi, nulla di più, e il fatto che lo faccia attraverso la percezione del piacere e del dolore non ne muta il contenuto. Cometa, il romanzo in libreria da poco più di venti giorni pubblicato da NEO Edizioni, ha i tratti fondamentali di un romanzo di formazione, ma non aspettatevi personaggi risoluti, vincenti e soddisfatti; aspettatevi – e ci tengo a sottolinearlo – personaggi dissennati, persi e soli che cercano nel piacere fisico il sussulto primordiale della vita; che trovano nella casa materna il proprio porto sicuro. Aspettatevi una scrittura tagliante e precisa, ma mai scurrile, nonostante l’apparenza. Continua

“La strada da fare”, viaggio catartico nella regione che c’è

Giulia Siena
PARMA“Incavare. Questo tempo non è stato vuoto, ma è servito per creare vuoto. Avevamo la necessità di mettere una distanza per poter dare nuova forma alle cose, ai rapporti – il nostro –, agli eventi – quel viaggio. Gutta cavat lapidem, dicevano gli antichi. Avevamo bisogno di un’occasione solida per ripartire da quello spazio, per riempircene di nuovo, ma questa volta insieme. Due passi in Molise nasce così. Il progetto vero e proprio è venuto parecchio tempo dopo”. 
Maria Clara Restivo è una viaggiatrice, non di professione, certo, ma una di quelle persone che vivono il viaggio come parte integrante della propria vita. Il viaggio è un altrove che si vuole raggiungere e apprezzare, un silenzio da ascoltare, meditare e da cui lasciarsi accudire. La Restivo ama percorrere i luoghi e raccontare gli odori che ha attraversato, i visi e le emozioni che ha incontrato. L’andare è scritto nelle sue vene: il colore olivastro della pelle ricorda la Sicilia, mentre il suo accento è emiliano e la sua città attuale è Torino. Da quando, a nove anni, suo padre le ha insegnato a fare lo zaino è partita sempre per percorrere i binari e raggiungere un luogo. Però, La strada da fare. In cammino nella regione che (non) c’è – pubblicato da NEO Edizioni – è un libro che narra di un “cammino in un dove”, non per raggiungerla ma per attraversare e sviscerare una sola terra, il Molise. Continua

Premio Strega 2017: Neo, lo spudorato “Grande Nudo” tra i 27 libri selezionati

Giulia Siena
PARMA – Ti intrappola tra le pagine, cattura la tua attenzione, ti colpisce allo stomaco e ti trascina in vite sospese e disgraziate. Grande Nudo di Gianni Teti, pubblicato da Neo Edizioni, si conquista la ribalta e si merita un posto tra i 27 libri ufficialmente candidati per il Premio Strega 2017. La soddisfazione è grande per la casa editrice che dopo XXI secolo di Paolo Zardi torna a concorrere nel più prestigioso premio nazionale con Grande Nudo, l’ultimo romanzo della “Trilogia del vento” firmata dall’autore sardo.

Questo non è un libro normale: sono storie di vite lacerate e difficili. Siamo ovunque e siamo in nessun luogo. Apriamo gli occhi in un bar, tra le piastrelle di un bagno in ristrutturazione, siamo in un corridoio polveroso tra cose dismesse; siamo in una stanza al buio, in una caserma o sul ciglio di una strada, siamo dietro una porta o seduti annoiati su una sedia in cucina; Continua

“Mailand” di Nicola Pezzoli: Konrad e la trappola narrativa dalla quale si viene sempre catturati

mailand_recensione ChronicalibriGiulia Siena
PARMA – 1987. Corradino, già protagonista di Quattro soli a motore e Chiudi gli occhi e guardaè un giovane studente universitario confuso e confusionario. Ha lasciato Cuviago, la madre apprensiva e la nonna anafettiva per cominciare la sua avventura a Mailand. Mailand, traduzione tedesca di Milano, ovvero la grande città, fonte di vizi, virtù, paure, scoperte e competizioni. Mailand è il banco di prova di Konrad, chiamato così dai suoi compagni di stanza: il piacentino Marco e il siciliano Beniamino. Un trio niente male per divertirsi e giocare a Risiko, per evadere da quegli studi già troppo sbagliati. Gli ingredienti per la favola del fuori sede ci sono tutti per questo terzo capitolo che chiude la trilogia di Corradino e ne fa un unico grande romanzo firmato Nicola Pezzoli. Continua

NEO: “Sfida all’Ok Dakar”, ovvero la sfida di un uomo insicuro

Sfida all'Ok Dakar_chronicalibriGiulia Siena
PARMA Sfida all’Ok Dakar, il romanzo di Otello Marcacci, è un libro targato NEO Edizioni. E non poteva essere altrimenti. In questo romanzo c’è tutto quello che la casa editrice abruzzese garantisce da sempre con i suoi libri: trama originale, colpi di scena, sorrisi, lacrime e un protagonista inconfondibile, un protagonista che tiene in piedi tutto, inconsapevolmente e non.
Eugenio Bollini non ha più verve. Un tempo era un ciclista famoso, un uomo che sapeva il fatto suo; ma ora è un semplice quarantenne paranoico, indebitato, insicuro e perennemente smarrito. Continua

XXI Secolo, il futuro che non ti aspetti

XXI-Secolo_CHRLGiulia Siena
PARMAXXI Secolo il libro di Paolo Zardi pubblicato dalla sorprendente NEO., abbandona il sogno del Premio Strega ma rimane uno dei pochi romanzi che hanno segnato questa prima parte del 2015. Fiero, vestito della sua fascetta che ricorda ai lettori di essere uno dei 12 libri finalisti al Premio della Fondazione Bellonci, XXI Secolo è un romanzo denso di vita, nonostante la morte aleggi perenne in ogni pagina.

Siamo in un futuro non troppo lontano: l’Europa in pieno declino assiste inerme alla vitalità dell’Oriente. L’Italia è terra di conquista in cui ogni giorno si combatte una guerra alla sopravvivenza; Continua

Con l’editore tra gli editori: una visita indipendente al Salone del Libro

Viviana Rosi di End EdizioniLuca Vaudagnotto
TORINO – “Sono venticinque anni che vengo al Salone, ci sono sempre venuta; è un’esperienza imprescindibile, fonte di riflessioni, non sempre positive però”. L’auto si mette in moto e partiamo: iniziamo così il nostro viaggio alla volta del Salone del Libro di Torino 2015 chiacchierando con Viviana Rosi di End Edizioni, che ci dà un passaggio e uno sguardo attento sulla manifestazione. “È un evento particolare – continua l’editrice – Ti permette di percepire dove sta andando l’editoria ed è una bella vetrina per i nuovi editori; spesso però si incontra anche chi approccia il libro solo in quell’occasione, anche per tutto il contorno che c’è, o che frequenta solo gli stand delle grandi case editrici”. Ed è proprio questo che ci interessa e ci preme raccontare. Una volta dentro gli immensi spazi del Lingotto, andiamo a caccia di editori indipendenti e delle loro esperienze: insomma, vogliamo capire “il Salone dei piccoli”. Continua

“Chiudi gli occhi e guarda”, l’ultima estate da bambino

Chiudi gli occhi e guarda_neo_chronicalibriGiulia Siena
PARMA“I preparativi per andare al Mare sono più belli dell’essere al Mare. La prima volta a Marina Ligure con la mamma, in quel luglio del ’79, è stata indimenticabile: da allora “Mare” lo scrivo sempre maiuscolo, e i professori precisini ci s’incazzino pure. Ma il meglio è prima: sognare, immaginare, contare i giorni, fare i bagagli”. Siamo nel 1979 e per Corradino, il protagonista di Chiudi gli occhi e guarda (NEO. Edizioni), questo è l’anno delle esplorazioni. Nato dalla penna di Nicola Pezzoli, Corradino è un dodicenne alla scoperta del mondo e delle sue paure attraverso un viaggio che lo porterà al tanto anelato Mare.

 

Detto così, questo potrebbe risultare un libro qualsiasi: un buon racconto della vita di un ragazzino della provincia italiana sul finire degli anni Settanta; le scoperte, gli amori, gli sfottò, i baci e i giochi che lo faranno diventare grande…ma così non è, o per lo meno non è solo questo. Chiudi gli occhi e guarda è molto più di quello che dice il titolo e che all’apparenza la mia introduzione potrebbe far intuire. Nicola Pezzoli – già autore di Quattro soli a motore (2012) – con questo romanzo ci trascina nella vita di Corradino regalandoci i suoi occhi, per guardare alla stessa maniera. Siamo con lui, con il protagonista e la madre, quel mattino dell’8 luglio a bordo di una 127 beige percorrendo la Milano-Serravalle per giungere, stanchi e un po’ assonnati, a Marina Ligure. Entriamo con loro nella casa degli zii e conosciamo lo zio cieco. Zio Dilvo, dopo le affettuose telefonate alla mamma, ora è dinanzi a noi con i suoi occhi aperti e spenti; un essere umano che per trent’anni ha guardato al mondo e poi, all’improvviso, è caduto in un buio in cui ripercorre il ricordo della vista, con la gioia e l’allegria di chi sa che, nonostante la vista, riesce a vedere ancora benissimo. Il Mare (quello con la emme maiuscola) passa quasi in secondo piano: le storie, le parole, gli incontri e i racconti dello zio Dilvo aprono, per Corradino, un mondo nuovo, un mondo fatto di insegnamenti, curiosità e bellezza. Siamo con lui mentre cresce, mentre si alza con alcuni sogni e torna a letto, la sera, con qualche nuova consapevolezza. A confondere il già confuso adolescente, arriva, poi, Ilaria, cugina grande e fascinosa che, dopo aver catturato i sensi  e i pensieri del bambino, va via portando con sé gli zii.

Per Corradino comincia, così, l’estate vera, quella fatta di Mare e salsedine, amici e giochi, un’estate diversa, l’estate che aveva aspettato da anni ma che ora, dopo che lo zio Dilvo aveva svuotato della sua voce le stanze di casa, appariva a Corradino anche un po’ inutile.

Le paure e le esperienze del bambino si susseguono e rincorrono fino alla fine del libro, quando l’inverno, a sorpresa, porta via non soltanto l’estate.

 

Nicola Pezzoli ha una penna felice e diretta che rende Chiudi gli occhi e guarda non solo il racconto di un’adolescenza, ma anche un libro scanzonato e dolce, irriverente e immediato. Quello che questo libro ha di diverso da un semplice e buon romanzo è tutto merito dell’autore: è il modo di raccontare.

I 10 Libri da regalare a Natale secondo Angelo Biasella

Angelo Biasella*
CASTEL DI SANGRO –  Allora, per il Santo Natale inizierei col consigliare “Il vangelo secondo Biff” di Christopher Moore. Da regalare esclusivamente a devoti indefessi e a strenui sostenitori della squadra di Gesù così, magari, si rilassano e la smettono di prendersi troppo sul serio.

Ciò detto, sparo un trittico piuttosto fazioso e dico “L’uomo che viaggiava con la peste” di Vincent Devannes, “Quattro soli a motore” di Nicola Pezzoli e “Le 13 cose” di Alessandro Turati, tutti pubblicati da Neo Edizioni. Il primo perché ha una scrittura crudele, un ritmo sincopato, una ferocia insopportabile che vi farà innamorare di una Buenos Aires losca e corrotta. Il secondo perché è la dimostrazione di come si possa andare oltre i generi letterari mantenendo una chiara coerenza narrativa a servizio di una trama avvincente e commovente. Il terzo perché è il parto di uno squilibrato capace di aprire abissi profondi e insperati; inintelligibili, forse, al lettore approssimativo e poco incline all’abominio, ma di sicuro impatto per un fruitore avvezzo e stanco delle consuetudini.

Il quinto libro che consiglio è “Molto forte, incredibilmente vicino” di Jonathan Safran Foer. Lo consiglio perché è un romanzo sorprendente, narrato con un misto di immaginazione, angoscia, speranza e poesia sinceramente inarrivabile. E anche perché, cosa assolutamente inedita, Hollywood è riuscita a farci un film non del tutto indecente. Impresa, questa, che, da sola, garantisce l’indubbia qualità della materia prima.
Numero sei: “Brevi interviste con uomini schifosi” di David Foster Wallace. Perché? Potrei dire perché è il libro più originale, brutale, sconvolgente, lercio e scorretto che abbia letto. Invece, dirò semplicemente: perché è l’opera idolatrata ma poco conosciuta di un uomo libero.
Sette. “Gli Schwartz” di Matthew Sharpe perché mi hanno sempre affascinato le storie sulla famiglia disfunzionale e, mentre tutti si riempiono la bocca di Correzioni alla Franzen, il vecchio Sharpe ci regala un romanzo di rara intelligenza e passione. Leggero, divertente e spiazzante almeno quanto “Correndo con le forbici in mano” di Augusten Burroughs pubblicato da Alet, altro capolavoro assoluto del genere.
Altro libro che mi preme consigliare è “Viaggio al termine della notte” di Céline: un evergreen. Come regalo, fa sempre la sua porca figura e quindi potrete tirarvela a dismisura con amici o parenti. Mi raccomando, però, di leggere almeno la quarta di copertina per essere in grado, all’occorrenza, di sciorinare qualche nozione in materia. Parole chiave: Grande Guerra, grottesco, anarchia.
In ultimo – e dato che, oltre alle nostre, non ho proposto strenne natalizie – faccio un passo nel futuro prossimo e consiglio “Atletico Minaccia Football Club” di Marco Marsullo. Il romanzo uscirà per Einaudi Stile Libero nel gennaio 2013. Magari, aspettate un po’ e lo regalate agli amici stretti, quelli che contano davvero, quelli che attendono tranquilli l’arrivo della stagione giusta e che sanno apprezzare il gusto esclusivo delle primizie.

 

*Editore NEO

Quando “Trema la terra”

Marianna Abbate

ROMA – Dormi nel tuo letto, litighi con il tuo fidanzato, ti alzi e vai al lavoro che odi. Soffri per amore, sorridi alle nuvole, mangi/preghi/ami. All’improvviso La terra trema. Nessuno ti ha avvertito, anche se hai visto quel pazzo alla tv vaneggiare maremoti. La tua vita viene improvvisamente interrotta senza ma e senza spiegazioni. Non hai neanche il diritto di chiederti: perché proprio a me? Insieme a te sono state colpite centinaia, migliaia di persone- e ti è pure andata bene se sei ancora qui a raccontarlo.

Sono diciotto i racconti di questa raccolta pubblicata da Neo, e quattro i terremoti che hanno travolto il nostro paese e che gravano ancora oggi sulle accise della benzina. Ma non pensate di leggere un libro di cronache storiche di fatti lontani. Il terremoto è solo un pretesto : ognuno di questi racconti è una storia. Ci parla di persone, anche se chiamarle vere suona terribilmente scontato.

Il terremoto dura un attimo- un’eternità. Rimangono ferite, crepe nei muri, paura. Lutti.

Certe volte sconvolge l’esistenza, e un avocato affermato si trasforma in un barbone. Altre volte rimane nascosto, sotto la pelle, ed esce fuori sfocato e inodore nei racconti di un vecchio.

E il terremoto non ha reso tutti più buoni, non ha trasformato i malvagi in esseri riflessivi. C’è anche chi approfitta meschinamente delle porte aperte per accaparrarsi quanto più possibile, con quel tipo di delitto che porta giustamente il nome di sciacallaggio.

Accanto alla classica coppia di anziani che muoiono vicini, ci sono i mariti fedifraghi colti impreparati dal destino.

Anche gli autori sono diversi tra loro, alcuni come Massimo Cacciapuoti, hanno alle spalle esperienze editoriali importanti, altri sono alla loro prima pubblicazione. L’esperimento è riuscito, anche grazie all’attento lavoro di editing di Isabella Tramontano.