Lisa Biggi e la scrittura per l’infanzia: ascolto, passione, immaginazione e rispetto

LISA BIGGIGiulia Siena
MILANOFebbraio, il suo ultimo libro, è una storia leggera e fantastica che racconta la storia del mese più corto dell’anno che ogni tanto si diverte a rubare un giorno. Leggero, incantato, ironico e fantasioso, Febbraio è un progetto editoriale nato dall’incontro di parole e immagini. Stiamo parlando di Lisa Biggi, la scrittrice reggiana, milanese d’adozione, che passa con disinvoltura dai libri per l’infanzia ai racconti tragicomici, dalle storie magiche alle graphic novel; tutto, però, ha un minimo comune denominatore: la leggerezza nella scrittura e il sorriso, punto di partenza e di arrivo.

Intervista a Lisa Biggi

Cos’è una storia per Lisa Biggi? 
Una possibilità.  Continua

Valentina Edizioni: “Febbraio”, storia del mese che non voleva finire

Febbraio_Biggi_Grott_Valentina edizioni_CHRONICALIBRIGiulia Siena
PARMA – Cosa succede quando il tempo si ostina e non vuole scorrere, non vuole andare via? Succede che si rimane intrappolati, sospesi tra il giorno e la notte, continuamente al buio e al freddo. Già, al freddo… perché, quest’anno, il mese che non vuole andare via è proprio febbraio. Febbraio, nel “magico” racconto di Lisa Biggi che, dopo Il Babau (Nero Press Edizioni), torna alla scrittura per bambini, e illustrato magistralmente da Isabella Grott, è un signore scuro e determinato, la cui missione è oscurare, restando, la bella stagione che verrà non appena andrà via. Pubblicato da Valentina Edizioni, questo libro – un albo illustrato per lettori di ogni età (indicato dai 3 ai 7 anni) – è un omaggio al mese più bislacco del calendario: Continua

“I pompieri non escono per le donne in lacrime”, nove racconti di Lisa Biggi

i pompieri non escono per le donne in lacrimeGiulia Siena
PARMA
– Il titolo incuriosisce; la copertina anche. Quando apri I pompieri non escono per le donne in lacrime, poi, ti chiedi perché non dovrebbero farlo: perché i pompieri non possono soccorrere le donne in lacrime? E’ comunque un’emergenza. Poi risolvi il dilemma affermando che per le donne in lacrime ci sono le amiche, gli uomini non capirebbero l’importanza del pianto; chiuderebbero la faccenda dicendo che si tratta delle solite paranoie, qualunque sia l’argomento o la causa di tali lacrime. Così, vai avanti e cominci la lettura di questo libro che, lo scorso giugno, ha inaugurato Gli illustrati, la collana di narrativa della Bébert Edizioni. Infatti, il libro di Lisa Biggi è corredato da cinque tavole di Letizia Innacone che suggellano l’ottimo legame instaurato in questi racconti tra parola e immagini.

I pompieri non escono per le donne in lacrime sono nove racconti, ambientati tra la scuola e l’ufficio, la palestra, il divano e un condominio, che parlano di vita quotidiana, felicità, amore, sesso, errori, fughe, chiacchiere, difficoltà, silenzi e caffè. Si parte dalle lettere anonime che Sara decide di inviare, per “creare un ponte” con un misterioso ragazzo conosciuto a una festa tre giorni prima. Tra equivoci, insicurezze e romanticismo si passa, così, a una riunione condominiale, a una confessione che potrebbe cambiare il corso degli eventi; si arriva in classe, alle lotte educative,alle assemblee degli alunni e ai discorsi in sala docenti; si viene trascinati nell’acqua della piscina comunale per poi correre a casa, dove ci si rintana, tra quelle mura che hanno udito le urla dei vicini e visto tutti i tuoi uomini sbagliati. I racconti della Biggi proseguono così, tra i sorrisi e i dilemmi del presente, in un tempo che è sempre sospeso, in bilico tra la paura di crescere e il malinconico rimpianto delle occasioni perse. Questa alternanza, quasi incoerenza, tra quello che si desidera e quello che si ha si ripercuote nella scrittura: vengono usati diversi registri narrativi – diversissimi tra loro – che accentuano e quasi esasperano i sentimenti e gli umori dei racconti (la delicatezza de I tre segreti e la leggerezza di Papete).

 

“Da troppo tempo Luca era in balia di quell’inquietudine malsana, che prende chi non ha capito cosa ancora manca per essere felici. Una volta compreso si può lottare tutta la vita per questo qualcosa, averlo in dono o non vederlo mai neanche passare, ma l’obiettivo da coraggio”.