ROMA – Slow Food Editore porta in libreria “Four fish. Il futuro dell’ultimo cibo selvatico” di Paul Greenberg, scrittore e da sempre appassionato pescatore. L’autore ci accompagna in un viaggio culinario alla ricerca dei quattro pesci che dominano i nostri menù – salmone, branzino, merluzzo e tonno – e svela il nostro rapporto compromesso col mare e la sua fauna. Solo tre decenni fa, quasi tutto il pesce che mangiavamo era selvatico. Oggi la sovrapesca dilagante e una rivoluzione biotecnologica senza precedenti ci hanno portati a un punto in cui il pesce selvatico e quello di allevamento occupano parti uguali di un mercato complesso. Alla fine abbiamo compreso che il nostro cibo è migliore se prodotto su piccola scala, in armonia con i ritmi della natura. “Four Fish” di Paul Greenberg analizza questo assunto dal punto di vista dell’oceano, in modo appassionato e brillante. I pesci di cui ci cibiamo meritano lo stesso tipo di rispetto e di coscienza politica dei prodotti della terra.
“Four fish. Il futuro dell’ultimo cibo selvatico”
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