“Nati sotto il segno del cavolo”, tutto quello che le mamme perfette non ti dicono

natisottoilsegnodelcavolo_anteprima_chronicalibriGiulia Siena
PARMA 
– Con gli anni sono diventata scettica. Cominciai a scrivere di libri perché volevo rimanesse qualcosa di quello che leggevo; volevo che lo spiccato spirito di osservazione che mi tiene in ostaggio servisse agli altri nel districarsi nella contorta logica delle librerie generaliste. Così, cominciai a parlare di libri e a diventare, con il tempo, sempre più scettica. Ora, appena prendo un libro in mano, sono scettica… in senso buono! Lo scetticismo mi ha portato ad un’analisi ancora più profonda (si cade quasi nella paranoia da lettore consapevole) su ciò che vado a leggere. Voglio che quel libro mi tolga ogni titubanza: mi coinvolga, sia attinente con ciò che promette, si faccia ricordare! Per farlo, ogni volta, mi chiedo dove si voglia arrivare e poi, alla fine del libro, tirare le somme: era quello che volevano (editore-editor-autore)?

 

Vi ho detto, lo faccio con ogni libro, ogni giorno. L’ho fatto anche con Nati sotto il segno del cavolo e, nonostante Irene Vella sia una garanzia di scrittura spassosa e coinvolgente, questa nuova, nuovissima esperienza letteraria – infatti sarà in libreria da martedì 14 ottobre – poteva essere rischiosa. Il libro, scritto a quattro mani con Roberta Giovinazzo (insieme nella foto a lato) – sorprendente per freschezza narrativa e ironia – e IReneVella RobertaGiovinazzopubblicato da Novecento Editore, correva il rischio di lasciarsi fraintendere. La storia è scritta da due differenti punti di vista, quello di Irene e di Roberta, che poi sarebbero quattro, ci sono anche loro, i piccoli protagonisti, Gnomo (figlio di Irene) e Biscotto (figlio di Roberta). Queste due mamme, per loro definizione, sono “mamme che si sentono sbagliate”. Sì, proprio così, perché mentre le mamme perfette sono sempre puntuali, ben pettinate con tailleur o le ballerine o il cardigan di cachemire, le nostre due mamme sono “normali”, ovvero in perenne ritardo, stanche, giramondo e un po’ spettinate. Con loro, in questa avventura, i loro figli, piccoli ometti cinici e diretti. Nati sotto il segno del cavolo, infatti, vuole sfatare quel mito che vuole tutti i bambini buoni, educati e gentili, ci sono infatti veri e propri “bimbi-merda”, quelli che non si vergognano di dire la loro, quelli che, nonostante figli di “mamme-merda”, riescono a mettere quest’ultime in grande imbarazzo. Da zero a dieci anni (più o meno) la vita di Gnomo e Biscotto viene raccontata dalle loro madri attraverso episodi quotidiani di divertimento, gioia, difficoltà e amore. La penna ironica, narrativa, descrittiva e generosa di Irene Vella – quella della Giovinazzo non è da meno! – è un vero e proprio regalo per il lettore che varca la porta di casa ed entra in questo caotico e bellissimo mondo.

 

La mission, per le due autrici, era difficile: giocare poteva portare a calcare un po’ la mano e risultare l’opposto di perfettine, risultare stronze senza amore. Ma il risultato è stato amore puro, amore senza regole, amore smisurato nonostante le difficoltà della vita, la diversità di approccio, di età, di bisogni, di famiglia. E, per tornare all’inizio, hanno fatto dileguare ogni mia titubanza.

 

Il libro, con le prefazioni di Cristina Parodi e Rita dalla Chiesa, si chiude con i racconti di cinque genitori alle prese con figlio più o meno “bimbi-merda”.

Topipittori: “Giotto, Quaderno di disegno”, un nuovo titolo della Piccola Pinacoteca Portatile

Giotto_Quaderno_di_Disegno-Giulia Siena
ROMA – “Fin da ragazzo, Giotto aveva ben chiaro che, attraverso le vite dei santi e di Gesù, avrebbe voluto raccontare la realtà che lo circondava: da una mosca fastidiosa fino al più splendido dei cieli stellati. Grazie al suo esempio, abbiamo imparato anche noi: ora possiamo guardarci attorno sapendo di poter sempre raccontare – con un disegno – quello che vediamo e sentiamo”. Era questo lo scopo del disegno di Giotto, raccontare ciò che vedeva. Oggi il genio, la tecnica e i motivi che spinsero il disegnatore di Vespignano a diventare uno dei più celebri artisti di tutti i tempi danno vita a Giotto, Quaderno di disegno, l’albo illustrato da Chiara Carrer e raccontato da Marta Sironi che si presenta come il nuovo titolo della collana Piccola Pinacoteca Portatile di Topipittori.
Giotto, il primo maestro moderno della pittura italiana, viene svelato ai piccoli lettori attraverso le sue opere (tra cui L’ascensione, Il battesimo di Gesù, La predica di San Francesco agli uccelli) , il suo tratto e la sua sensibilità. Carrer e Sironi, raccontano, così una storia artistica che percorre i secoli per formare un linguaggio grafico personale che dagli occhi narra con il disegno.

 

Giotto, Quaderno di disegno è un lavoro completo e affascinante nel mondo dell’arte e si presenterà giovedì 18 settembre in occasione di Artelibro, il Festival del Libro e della storia dell’Arte; le tavole del libro, inoltre, saranno esposte alla Libreria per ragazzi Giannino Stoppani di Bologna.

 

 

Artelibro, il Festival del Libro e della Storia dell’Arte: a Bologna dal 18 al 21 settembre

artelibroBOLOGNA – Da giovedì  18 a domenica 21 settembre torna a Bologna Artelibro, il Festival del Libro e della Storia dell’Arte. Giunto alla sua XI edizione, il Festival rinnova la sua formula e si amplia conservando quanto realizzato nei suoi primi dieci anni e in continuità con la sua vocazione originaria. Il nuovo Festival, infatti, affronterà, a partire proprio dai libri e dall’insegnamento della storia dell’arte, il grande tema del patrimonio artistico e culturale italiano. Il tema di quest’anno, Italia: terra di tesori, rimanda alla necessità di “riscoprire” le meraviglie artistiche e culturali del nostro Paese, conservando e valorizzando un patrimonio unico e incomparabile.

 

Anche quest’anno Artelibro oltrepasserà i confini di Palazzo di Re Enzo e del Podestà per ‘invadere’ Bologna, per farla vivere e conoscere nelle sue straordinarie bellezze ai propri cittadini e ai tanti visitatori. Centrale e decisiva sarà, a questo riguardo, la collaborazione con le istituzioni pubbliche e private della città, in particolare con Istituzione Biblioteche di Bologna, Istituzione Bologna Musei e Fondazione Cineteca di Bologna, che con le loro sedi e le loro iniziative contribuiranno ad arricchire il network di Artelibro denominato Biblioteca d’Arte Diffusa e sostenuto da Gruppo Unipol.
Questa edizione sarà anche l’occasione per celebrare anniversari di personalità cardine della storia dell’arte: Michelangelo, Donato Bramante, Giorgio Morandi e Francesco Arcangeli.
ARTE PER TUTTI

Coerente con lo spirito innovativo del Festival è il coinvolgimento di nuovi divulgatori per la valorizzazione del nostro patrimonio artistico. Dallo storico Paolo Mieli, che illustrerà l’opera I funerali di Togliatti di Renato Guttuso al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, al Consigliere del Presidente della Repubblica per la Conservazione del patrimonio artistico Louis Godart che parlerà dell’immagine del nostro continente nell’incontro Europa. Genesi di una civiltà, allo storico dell’architettura Francesco di Teodoro che traccerà il percorso artistico di Donato Bramante nell’incontro Donato Bramante: da Urbino a Roma, passando da Milano. Seguiranno gli incontri con Pierluigi Masini ed Eugenio Riccomini che parleranno alla Biblioteca di San Giorgio in Poggiale della Bologna che anche i bolognesi non conoscono; l’appuntamento con Andrea Dall’Asta che illustrerà la storia dell’iconografia della crocifissione nella conferenza Il mistero della croce nell’arte antica e contemporanea; le conferenze Tracce d’antico nelle medaglie a cura di Paola Giovetti e Daniela Picchi al Museo Civico Archeologico e Il paesaggio agrario emiliano nella storia dell’arte raccontato da Vera Fortunati nell’omonimo incontro organizzato alla Biblioteca dell’Archiginnasio.

 

MOSTRA DEL LIBRO ANTICO E PAGINE D’ARTE

Al tradizionale appuntamento con l’editoria d’arte contribuiranno i librai antiquari di ALAI – Associazione Librai Antiquari d’Italia, affezionati partner di Artelibro, che anche quest’anno hanno confermato la loro presenza nella grande mostra-mercato di Palazzo Re Enzo e del Podestà. Non mancheranno i libri di pregio e una sezione con oltre cinquanta riviste specializzate italiane e straniere.

In collaborazione con Librerie.Coop e con l’attenta regia di Romano Montroni, nuovo presidente del Centro per il Libro e la Lettura, verrà allestita la consueta Libreria dell’Arte in Piazza Nettuno dove sarà possibile acquistare circa duemila titoli di trenta diverse case editrici.

Curata dal giornalista Stefano Salis, Artelibro organizzerà presso Biblioteca di San Giorgio in Poggiale la seconda edizione della mostra Buona la prima! Le migliori copertine del 2014 scelte e giudicate da chi se ne intende. Una giuria composta da esperti provenienti dal mondo della comunicazione visiva e dall’editoria, a cui si affiancherà, con il suo voto, il pubblico, sceglierà e premierà la migliore.

Esempio felice dell’incontro tra editoria ed arte, la mostra Camilleri a prima vista al Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, a cura di Stefano Salis e costruita su centouno copertine di libri di Andrea Camilleri, comprese le oltre quaranta pubblicate dall’editore Sellerio (dove ad ogni copertina è associata graficamente l’immagine di un’opera d’arte, a partire da La strage dimenticata del 1984) e una buona selezione di quelle estere. La mostra sarà illustrata e accompagnata da un intervento di Salvatore Nigro che parlerà del suo recentissimo libro La Sirena e il suoi libri. Ritratto di Elvira Sellerio pubblicato dalle Edizioni Henry Beyle con lo stesso Salis e l’editore Vincenzo Campo. Promossa dalle Edizioni Henry Beyle è anche una mostra intitolata Dalla “A” allo “ZOO”: due Alfabeti alla Biblioteca Sala Borsa. Rielaborate da modelli tipografici o disegnate per l’occasione, le “A” sono incise da Edoardo Fontana utilizzando matrici in linoleum. Il volume che le riunisce – con un testo di Valerio Magrelli – inaugura la collana “Alfabeti”.

 
I PROTAGONISTI DI ARTELIBRO 2014

Cristina Acidini, Olivo Barbieri, Marco Belpoliti, Alice Beniero, Irma Blank, Franco Bonilauri, Mario Botta, Florence Buttay, Paolo Capuzzo, Andrea Carandini, Marco Carminati, Maurizio Ceccato, Giuseppe Chili, Matteo Codignola, Pietro Corraini, Giorgio Cricco, Andrea Dall’Asta, Luca Richard de Bella, Valerio Dehò, Francesco Paolo Di Teodoro, Andrea Emiliani, Franco Farinelli, Gianluca Farinelli, Luigi Ficacci, Nello Forti Grazzini, Vera Fortunati, Antonella Gigli, Paola Giovetti, Louis Godart, Marino Golinelli, Miguel Gotor, Paolo Grasselli, Angelo Guglielmi, Enrico Gusella, Simona Iannuccelli, Francesco Jodice, Andrea Kerbaker, Maria Cristina Misiti, Antoinette Le Normand-Romain, Alberto Lecaldano, Fabrizio Lollini, Salvatore Nigro, Gianfranco Maraniello, Cesare Mari, Ginevra Mariani, Paola Marini, Vincenza Maugeri, Alberto Melloni, Paolo Mieli, Ernesto Milano, Romano Montroni, Alessandro Morandotti, Marta Morazzoni, Salvatore Silvano Nigro, Anna Ottani Cavina, Lucilla Nuccetelli, Antonio Patuelli, Lorenzo Perrone, Daniela Picchi, Paolo Picozza, Maria Paola Poponi, Gabriella Rava, Sergio Risaliti, Catherine Robinson, Giovanni Romano, Rossana Rummo, Stefano Salis, Luca Sassi, Guido Scarabottolo, Antonio Sellerio, Vittorio Sgarbi, Silvia Sotgiu, Claudio Spadoni, Claudio Strinati, Urs Stahel, Francesco Vossilla, Luca Zan, Carlo Zucchini, Stefano Zuffi.

Intervista: nasce Diari di bordo, Libri per viaggiare la libreria dove ritrovarsi per poi ripartire

Diari di bordo_parma_chronicalibriGiulia Siena
PARMA – “Il vero viaggio dello scoprire non consiste nel vedere paesaggi nuovi, ma nell’avere nuovi occhi”. Marcel Proust
Si presenta così Diari di bordo, Libri per viaggiare, la libreria nel cuore di Parma (borgo Santa Brigida, 9) che aprirà le porte lunedì 15 settembre per invogliare curiosi, appassionati e lettori e trascinarli nel mondo del viaggio. Alice Pisu e Antonello Saiz, i due coraggiosi librai, lo faranno attraverso guide, romanzi e poesie legate al viaggio. Diari di bordo, infatti, è una libreria specializzata, un posto magico in cui ogni libro, ogni pagina e ogni parola rimandano a un viaggio intrapreso, sognato o sperato. Poi qui, nel cuore del centro storico, tra le strade di ciottoli a due passi dal Duomo, ogni libro è scelto con quella cura, quella passione e quella voglia che deve avere ogni buon libraio. Diari di bordo è questo, è un posto di cui si sentiva la mancanza, un luogo dove ritrovarsi per essere poi pronti a ripartire.
Ma chiediamolo a loro, ad Alice e Antonello, cos’è Diari di bordo, Libri per viaggiare.

 

Alice e Antonello, due sognatori coraggiosi con un progetto comune che ha dato vita a Diari di bordo, una nuova, nuovissima libreria specializzata nel viaggio. Come è nata questa idea?

C’è un po’ di inconscio in un progetto del genere e c’è tanta, tanta passione, entusiasmo e voglia di poter condividere e suggerire. Aprire una libreria è sempre stato il nostro sogno, poi, per una serie di eventi, ci siamo trovati a mettere nero su bianco il nostro progetto e farlo diventare realtà. Abbiamo voluto, così, creare un luogo dove incontrarsi e confrontarsi, ma non un luogo qualsiasi; abbiamo creduto indispensabile specializzarci e abbiamo scelto il viaggio.

Che cos’è per voi il viaggio?
Il viaggio è qualcosa che inizia e che ti cambia, è un modo per perdersi e lasciarsi andare. E’ un’esperienza sensoriale e, allo stesso tempo, è ricchezza. Viaggiando ti arricchisci di nuovi saperi, di nuove lingue di nuove tradizioni e sei pervaso da quella linfa che ricevi nel toccare e nell’immaginare nuove terre e nuove situazioni.

Perché il lettore dovrebbe scegliere Diari di bordo, cosa può trovare qui?

Qui, da Diari di bordo – come suggerisce anche l’insegna, Libri per viaggiare – dal 15 settembre i lettori potranno trovare un’ampia selezione di guide, romanzi, racconti e poesie sul viaggio, avventure di altri viaggiatori affinché tutto sia stimolo continuo per scoprire nuovi posti, anche solo aprendo un libro. Così, chi vuole intraprendere un viaggio lo può fare lasciandosi guidare da una buona lettura. Un esempio? Se stai pensando di andare a Berlino perché non farti accompagnare da “Berlino. Un viaggio letterario”, il libro di Flavia Arzeni pubblicato da Sellerio?

 

alice pisu_antonello saiz_diari di bordo ChrlIl vostro voler suggerire e condividere titoli con i clienti è frutto di una vera e propria passione per i libri. Una passione che vi ha portato a selezionare tutti i volumi che saranno presenti tra gli scaffali di Diari di bordo. Come li avete scelti?

Il nostro intento è anche far sì che il lettore qui diventi curioso, si senta “coccolato” e abbia fiducia in quello che abbiamo scelto e che gli stiamo proponendo. Per questo abbiamo selezionato uno ad uno ogni volume, facendo scelte difficili e, a volte, sofferte. Abbiamo voluto dare spazio alla qualità e alle realtà editoriali meno pubblicizzate perché offrono cose interessanti. Questa selezione, poi, ci ha permesso di scoprire grandi libri e grandi personaggi: Anne “Londonderry” Kopchovsky, protagonista di “Il giro del mondo in bicicletta” di Peter Zeuthlin (Elliot), ai primi del Novecento sfidò i pregiudizi della società dell’epoca e intraprese il giro del mondo in bicicletta, diventando eroina e simbolo della libertà femminile.

Questo potrebbe essere già un ottimo suggerimento ma vi voglio mettere alla prova (in senso buono!) e voglio che mi consigliate tre libri per l’autunno; tre libri per uno quindi sei, sei suggerimenti di lettura.

Comincio io, Alice, suggerendovi “Passaggio a Teheran” di Vita Sackville-West (Il Saggiatore), un libro affascinante per i racconti e per i luoghi che descrive. A farlo è l’autrice, una donna che viaggia da sola negli anni Trenta. Proseguirei, poi, con “Viaggio al buio” il libro di Eleonora Goio ed Ennio Zingarelli (Besa) che racconta di un viaggio intrapreso da due persone incontratesi poco prima di partire e che da Udine ripercorre l’antica Via della Seta. Chiudo con “In bici dalla Siberia” di Rob Lilwall (Ediciclo), il viaggio personale di un insegnante di geografia che lascia tutto e arriva fino in Siberia solo con la sua bicicletta.

Per me, Antonello, un ottimo suggerimento è “L’isola di Arturo” di Elsa Morante, il libro che mi ha fatto capire cosa è la narrativa di viaggio. Attraverso questo libro vivo Procida, i suoi profumi e le sue sensazioni, pur non essendoci mai stato. Penso sia questo il vero senso della letteratura di viaggio. Un altro ottimo libro che mi sento di consigliare è “Sensi di viaggio” di Marco Aime (Ponte alle Grazie) perché analizza il viaggio dal punto di vista sociologico raccontando paesaggi, atmosfere e persone. Infine, come non leggere “Il mio primo viaggio in Grecia” di Konstantinos Kavafis (Argo), diario di un viaggio attraverso la Grecia nei primi anni del Novecento.

 

Buone letture!

“Anche leggere un libro, in fondo, è come fare un bel viaggio, che al termine lascia la medesima sensazione di nostalgia, se si è abbastanza pazienti da arrivare in fondo”.

L’Editoriale: Festivaletteratura di Mantova, dalla parte dei lettori

Festivaletteratura Mantova CHRLGiulia Siena
MANTOVA
– Nuovo anno, nuovo Festivaletteratura di Mantova. O sempre il solito, oserei dire. Oso perché sono qui a raccontarvi il Festival come non siete abituati a vederlo. Voglio farvi uscire dal salotto buono della manifestazione mantovana e girare con me, tra le strade e le piazze della città alla ricerca di qualcosa da ascoltare, leggere e osservare. Voglio proporvi di guardare al festival dalla parte dei lettori. Per questo, e anche perché noi da poveri giornalisti squattrinati e senza badge, siamo qui a osservare per voi, a informarvi come dei semplici lettori, di quelli appassionati che per assistere ad un evento letterario e sentir parlar di libri fanno anche diversi chilometri e il pranzo al sacco. Partiamo.
Siamo nella giornata di sabato, il clou, penso. Allora arrivo in piazza Sordello, in cuore di questo Festival e, tra la gente che cammina blanda alla ricerca di qualcosa, comincio a spulciare il programma. Gli eventi, quasi tutti, sono a pagamento: questo significa che per assistere all’incontro tra Colm Tòibin e Ranieri Polese oppure quello tra Alberto Arbasino e Marco Belpoliti devo pagare 5 euro di biglietto di ingresso. Certo, non è tanto… ma sono solo le dieci del mattino e la giornata è piena di eventi a ogni ora, tutti – o quasi – rigorosamente a pagamento. Se volessi assistere a quattro eventi da 5 euro – ce ne sono dai 4 ai 15 euro – avrei speso a fine giornata i miei 20 euro, senza contare che qualche libro – è il festival della letteratura, no? – volevo pur comprarlo. E poi, leggendo bene il programma, e da quello che dicono gli organizzatori, tutti gli appuntamenti in programma hanno degli foto (52)sponsor. Inoltre, il festival è sponsorizzato e finanziato da istituzioni, aziende, enti pubblici e privati. Allora, a cosa servono questi sponsor se poi il lettore o il curioso deve sborsare di tasca propria per assistere a un evento presentato come il Festival della letteratura? Di letteratura ne vedo poca, mi sembra più una splendida pubblicità alla città – sempre splendida, Mantova – attraverso una manifestazione a fini commerciali. E questa sensazione diventa tangibile quando, nel pomeriggio, in uno dei pochissimi eventi gratuiti, mi imbatto nella magnifica lettura di una favola di Tommaso Landolfi. Il pubblico è catturato dalla lettura piacevole e dalla location suggestiva, ma a un certo punto, quando siamo tutti con il fiato sospeso per carpirne il finale, uno dei lettori dice: “Se volete sapere come va a finire questa favola e conoscere tante altre storie vi consigliamo di visitare lo spazio alle nostre spalle”. Lo spazio c’è, ci vado e non è altro che un bookshop. Io i libri li compro comunque, anche senza tranello (infatti mi sono concessa qualche vintage da leggere sul lungo lago – foto in basso)!

 

festivaletteratura giuliasienaSconvolta un po’ da questo modo di fare “cultura” abbandono le mie pretese letterarie e visito la città. Non era forse questa la finalità del Festivaletteratura?

Anteprima: Flavio Pagano ci presenta “I tre giorni della famiglia Cardillo”, da domani in libreria

imageGiulia Siena
ROMA – Arriverà domani in tutte le librerie d’Italia I tre giorni della famiglia Cardillo, il nuovo libro di Flavio Pagano. Pubblicato da Piemme, il libro è una vera e propria novità: è nuovo nel genere – è una mafiaba; è nuovo nella tematica – si parla di mafia, strappando sorrisi e lacrime; è nuovo per la location – è ambientato nel suggestivo e affascinante Cilento; è, infine, un nuovissimo esercizio per l’autore. Pagano, infatti, dopo il successo di Perdutamente (Giunti, 2013) torna con una voce diversa: con I tre giorni della famiglia Cardillo attraversa i generi finora provati e approda a una storia che unisce realtà e grottesco, spensieratezza, avventura, suspense e sorriso amaro. In attesa di immergersi nella lettura di questo nuovo romanzo pulp, ChronicaLibri intervista, per voi, l’autore.

 

“I tre giorni della famiglia Cardillo” domani sarà in tutte le librerie e c’è grande attesa; ma come è nata questa storia?

Non lo so. È nata da sé, all’improvviso. La prima versione, che in effetti era già la storia completa, la scrissi in pochi giorni. Pensavo da tempo a scrivere una storia diversa. E volevo che fosse una storia d’azione, all’americana. Volevo un tema forte, e pensavo a uno schema di base da film horror: la famiglia che si perde… grandi spazi… uno scenario naturale a tinte forti… un incontro fatale… e quindi una brutale escalation di follia. Insomma, avrebbe dovuto essere un thriller. Ma the unexpected always happens, diceva Conrad, e infatti, mettendo insieme tutti gli ingredienti, è venuta fuori una commedia, anche se nera, anzi nera che più nera non si può… Anche se non appartiene alla letteratura “di genere”. Ne I tre giorni della Famiglia Cardillo si toccano tanti registri letterari, e c’è uno sfondo polidialettale se mi passi il termine, che mi ha affascinato moltissimo, perché ai personaggi (romani, milanesi, o «terroni» che siano) do voce lasciandogli le loro inflessioni: è stato il mio modo di rendere omaggio alla meravigliosa polifonia della lingua italiana. È un libro tutto da scoprire, credimi.

Una commedia nera dunque, truce e decisamente esilarante, che però promette di fare scalpore per il ritratto graffiante che fa della società italiana e per l’originalità della vicenda che tocca senza pudori il tema del rapporto tra mafia e potere. Nasce così la mafìaba, cos’è questo nuovo genere?

Tocchi tutti i temi, tutti insieme. Sì, alla base ci sono, per così dire, due grandi brand italiani: la mafia (ahimé), e la bellezza del territorio, il Cilento in questo caso. Mafiaba è evidentemente la fusione delle parole «mafia» e «fiaba». Come i lettori più attenti noteranno, ogni tanto nel testo s’incontrano citazioni dal contesto (e dal lessico) tipico della fiaba. Le fiabe del resto erano storie terrificanti, e anche I tre giorni della Famiglia Cardillo è così. La storia possiede tutta la brutalità dell’innocenza, e tutto il languore della malvagità, i mafiosi, in fondo, fanno parte del catalogo degli orchi: in questo senso è decisamente fiabesca, però bisogna riconoscere che anche la vita reale possiede questi ingredienti… Ci sono molte situazioni (troppe) della nostra vita, anche di quella pubblica, che sembrano altrettante mafiabe! Quanto al ritratto della società italiana, sì, ho descritto credo senza indulgenza, ma anche senza barare, il mondo dei media, che è decisamente allo sbando, non meno dei suoi fruitori. Lettori, e comununicatori, sono entrambi confusi. Lo sono, lo siamo, un po’ tutti. Ma i mafiosi no, loro sono di un’altra razza come credo il libro – e proprio perché è una commedia – metta bene in evidenza. I «miei mafiosi» sono divertenti, ma soprattutto sono liberatori per il lettore perché sono l’incarnazione (anzi il trionfo) del «politicamente scorretto», e questo ha un suo innegabile fascino, perferso se volete, ma potente. C’è un problema che la società contemporanea deve risolvere: se quello che abbiamo da opporre a forze come la mafia, sono tweet e proteste su facebook, o marce della pace, la guerra è persa. Perché in realtà di quello si tratta. Lo disse anche Falcone: i mafiosi non hanno paura di niente, nemmeno di morire. Non ce ne dobbiamo dimenticare mai: è una guerra.

imageNonostante, però, si parli di mafia e lo si faccia anche in modo tragicomico, ironizzando su modalità e credenze di questi moderni boss della malavita, il linguaggio che tu usi non è mai indulgente verso la mafia. Come si riesce a ottenere questo brillante ed equilibrato risultato narrativo?

Se ci sono riuscito, è stato perché lo sento profondamente. In questa storia i Cardillo sono “vittime”. E questo li rende apparentemente simpatici. Ma, e cerco di non farlo perdere di vista al lettore mai, i mafiosi sono belve. Ce l’ho sempre ben presente: per questo ho deciso di non castrare le «qualità» del mafioso (il suo «coraggio» bestiale, ad esempio) ma non ho mai utilizzato le situazioni o i personaggi per costruire delle «macchiette» da teatro di Scarpetta. Credo che i lettori per certi versi s’indentificheranno profondamente nei protagonisti, ma credo che ne avranno anche orrore. Del resto l’amore, il desiderio, sono inscindibili dalla paura: se una cosa non fa paura, non può attrarci davvero.

Da Detroit i Cardillos arrivano in Italia e si spostano in Cilento; qui, tra le selvagge e affascinanti montagne che guardano al mare, vivono un’avventura senza eguali. Quanto conta l’ambientazione per un romanzo del genere e perché hai scelto di ambientare “I tre giorni della famiglia Cardillo” proprio in Cilento?

Prima di tutto l’ho scelto perché il Cilento, ed in particolare Petina – il paese reale accanto al quale ho inserito quello immaginario di Belcolle – è parte della mia vita. Ci sono andato da ragazzino, per anni. Erano gli anni settanta, e feci in tempo a conoscere – ciò che considero una fortuna inestimabile – il mondo contadino vero, quello, come si suol dire di una volta. Poi ci sono tornato da adulto, trovando intatti i miei ricordi e le suggestioni profonde di quel paesaggio quasi selvaggio e di bellezza sconvolgente che è il Cilento. I Monti Alburni sono una cattedrale naturale di un fascino semplicemente irresistibile, dalle vette si vede il mare, la costiera amalfitana. E dall’altro lato tutta la piana del Sele. Sono luoghi incontaminati, ancora tutti da scoprire: andateci, perché Petina è i suoi dintorni sono magici! L’artigianato gastronomico è semplicemente sublime, se mi si consente una nota di colore, e si sposa con luoghi che sembrano scivolati silenziosamente fuori del tempo. Montagne, boschi, ruscelli… Per avere un’idea degli spazi e della purezza di questo habitat, basti pensare che già da anni sono ricomparsi i lupi. I lupi, capite? L’animale più simbolico della cultura occidentale… E poi il Cilento è il territorio simbolo splendido della Campania felix, che ancora resiste e che dobbiamo difendere con le unghie e con i denti: l’opposto della martoriata «terra dei fuochi».

La Campania, comunque, è la culla di molti tuoi romanzi e uno di questi, Perdutamente (Giunti) torna alla terra in cui è ambientato e a settembre, possiamo anticiparlo, approderà in grande stile al Pompei Cinema Festival.

Sì, a Perdutamente è stato dato il premio «Un libro per il cinema» ed è un riconoscimento di cui sono felice e orgoglioso. Perdutamente è stato un libro che mi ha dato e mi dà grandissime soddisfazioni, non solo perché si è dimostrato valoroso in libreria, entrando in classifica, ma perché ne ho avuto un eccezionale ritorno dai lettori. Lettere e lettere di persone che mi dicono di essersi ritrovate in ogni situazione, in ogni parola, in ogni virgola, che mi dicono di essere state «aiutate» da questo libro: ecco, quando la letteratura riesce a uscire dall’artefazione, da quello stare un po’ in posa che oggi l’affligge, quando l’emozione dello scrivere e quella del leggere s’incontrano, allora la letteratura vive. E si scopre come un libro sia il mezzo di comunicazione più potente, dopo lo sguardo. Il premio del Pompei Cinema Festival tra l’altro – che quest’anno è dedicato al grande Troisi, si avvale della collaborazione dell’associazione «Ricomincio da te», presieduta da Antonella Esposito – ed è un evento straordinario in una città straordinaria. È stato il presidente Raffaele De Luca a volere fortemente anche un premio letterario, e ha scelto di chiamarlo “Un libro per il cinema”. La statuetta, una riproduzione del celeberrimo fauno pompeiano, è più bella di un Oscar! Un onore che abbiano scelto Perdutamente, e una grande soddisfazione che nella motivazione sia stata riconosciuta la qualità letteraria della scrittura, ma anche la capacità del libro di parlare per immagini.

10 Libri per la tua estate CHRL scelti da Carlo Maria Biscaccianti

10 libri chrlROMA – Qualche settimana fa abbiamo intrapreso un viaggio nei titoli che potrebbero accompagnare le vostre letture estive e abbiamo voluto farlo facendoci guidare dai protagonisti del mondo editoriale, della scuola e della comunicazione. Con loro il nostro cammino fatto di suggerimenti e consigli si arricchisce di professionalità, competenza ed esperienza. Dalla casa casa editrice alla libreria, dalla scrivania dello scrittore a quella del giornalista, passando per banchi scolastici e stand di grandi eventi, arriviamo, oggi, al tavolo di una biblioteca e, ad accoglierci, c’è il sorriso rassicurante di Carlo Maria Biscaccianti. Carlo Maria è un bibliotecario e lui con i libri ci lavora tutti i giorni, ma, parlare di bibliotecario è riduttivo: Carlo Maria è un lettore attento e curioso, un ottimo conoscitore dei “suoi” testi, tanto da diventare spesso – passatemi il termine – un farmacista dei libri perché lui sa sempre quale libro fa al caso tuo. Oggi, per noi, i 10 Libri per la tua estate CHRL scelti da Carlo Maria Biscaccianti.

 
1. L’ultimo ballo di Charlot di Fabio Stassi, Sellerio
Quale occasione migliore per celebrare i cento anni dalla nascita dell’immortale Charlot, se non questo romantico e fantasioso omaggio al più grande regista della storia del cinema?
2. Stanza 411 di Simona Vinci, Einaudi
Forse una lettura poco “estiva” per chi associa l’estate alla spensieratezza, ma perdersi tra le atmosfere malinconiche del romanzo della Vinci sarà certamente un’esperienza da ricordare
3. Tre camere a Manhattan di Georges Simenon, Adelphi
Dal genio francese, un viaggio nostalgico tra le pieghe nascoste dell’amore e del mistero
4. Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra di Claudia Durastanti, Marsilio
L’esordio di una scrittrice di talento, tra personaggi “perduti” che non mancheranno di restare fissati nella memoria
5. Il privilegio di essere un guru di Lorenzo Licalzi, BUR
Un libro divertente e pieno di spunti di profonda riflessione esistenziale, a cui hanno fatto seguito altri due riusciti capitoli
6. Il peso della farfalla di Erri De Luca, Feltrinelli
Un breve ma intenso romanzo sulla sfida, sulla costanza, sul coraggio e sulla lealtà, nello stile unico e riconoscibile di De Luca
7. Giggino l’iperbole e altre storie di Francesco Raimondi, Guida
Divertente e appassionato squarcio sulla napoletanità in sei coinvolgenti racconti
8. L’alba dei libri di Alessandro Marzo Magno, Garzanti
Un libro avvincente per scoprire tanti segreti e curiosità sulla nascita dell’editoria
9. Le lettere di Berlicche di Clive Staples Lewis, Mondadori
Geniale romanzo epistolare dove il protagonista, il diabolico Berlicche, presenta il suo contrario, Dio, in un gioco di specchi e rovesciamenti con una logica stringente e ammaliante
10. Vita di un perdigiorno di Joseph von Eichendorff, Newton Compton
Il mito romantico del viaggio, sviluppato in uno stile, alternativamente, ironico e nostalgico. Pagine che condurranno il lettore in epoche lontane, ricche di fascino, amore e avventure.

 

cm bisca

Carlo Maria Biscaccianti, è nato a Roma nel 1973. Lavora circondato dai libri in una biblioteca di un Ateneo romano. Si è formato in diverse realtà bibliotecarie (Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele II, Biblioteca di Psicologia della Lumsa, Biblioteca della Società Dalmata di Storia Patria) e ha sempre coltivato la passione per la scrittura e la lettura. Ha partecipato come collaboratore a diverse pubblicazioni editoriali. Ama l’arte in tutte le sue manifestazioni, con una particolare predilezione per la Settima, in special modo per il cinema delle origini.

10 Libri per la tua estate CHRL scelti da Massimo Beccarelli

10 libri chrlBORGOTARO – Le letture non vanno in vacanza! Potrebbe essere questo il motto dell’estate 2014 di Chronicalibri. Perciò, se i libri non vanno in vacanza, siamo noi a portarli con noi, al mare, in montagna, a casa o in giardino, e lo facciamo grazie all’appuntamento con i 10 Libri per la tua estate CHRL, questa volta scelti da Massimo Beccarelliinsegnante, lettore e influencer che da anni porta avanti progetti di lettura in Emilia Romagna.

 

1. Soltanto il cielo non ha confini di Guido Mattioni, Ink Edizioni
Il sogno di riscatto dei giovani messicani che attraversano il confine e approdano negli USA è la base di questo libro di Guido Mattioni. Un livello di scrittura elevato, una storia avvincente.
Per chi ama leggere e pensare, riflettendo su temi di grande interesse e attualità.

2. Ultime notizie di una fuga di Valerio Varesi, Frassinelli editore
La prima inchiesta del Commissario Soneri, recentemente riproposta. Un autore già affermato, un personaggio che è stato portato anche in Tv da Luca Barbareschi.
Per chi ama il Giallo che prende spunto dalla realtà.

3. Matilda, una donna moderna vissuta nel Medioevo di Gabriele Mercati, ABE paperback
Un romanzo ambientato in un Medioevo parallelo, una storia d’amore, di guerra, un riuscito connubio tra fantasia e realtà. Un autore prolifico, che sa come raccontare storie.
Per chi ama l’avventura e le saghe storiche.

4. GiroDiVita di Alessio Rega, Adda editore.
Un libro che descrive l’adolescenza di un ragazzo di oggi, le difficoltà, i dubbi, i contrasti tipici dell’età. E poi l’amore, la scuola, il lavoro, in un libro gradevole, opera di un autore al primo romanzo.
Per un pubblico giovane, che ama i romanzi sull’adolescenza.

5. I delitti della primavera di Stella Stollo, Graphofeel edizioni.
Nella Firenze del Rinascimento, uno spietato assassino uccide ispirandosi all’Allegoria della primavera di Sandro Botticelli. Su ogni cadavere, un oggetto che rimanda al quadro.
Per chi ama i Thriller di ambientazione storica.

6. Coraggio e paura di Cristian Riva, Cinquemarzo edizioni.
Dieci racconti, dieci storie di vita e di fine vita. Un libro che affronta il tema delle cure palliative domiciliari attraverso le emozioni e le contraddizioni di ogni singola persona.
Per chi ama riflettere su un tema di grande attualità

7. Al limite del buio di Aldo Boraschi, Rupe Mutevole edizioni.
Un insospettabile pensionato viene accoltellato a Lavagna. Nessun indizio, solo poche parole farfugliate a un Carabiniere prima di morire. Su questi pochi spunti indagherà Fabio Riccò, giornalista di una piccola emittente locale.
Per chi ama i noir e i misteri.

8. Mosè, profeta e amico di Dio di Enrico Di Daniele, Tau editrice
Le vicende del profeta Mosè raccontate dall’autore in modo agile e scorrevole, in un libro ricco di belle illustrazioni a colori, opera di Luana Piovaccari.
Per ragazzi ed educatori.

9. Il sole e la neve – paperback di Luigi Alfieri, Fermo editore
Un libro composto da 142 mini-capitoli, che descrivono le vicende di un bambino di nome Luigi, che via via diventa grande, affrontando le varie esperienze della vita. Corredano il volume le belle illustrazioni dell’affermato artista Enrico Robusti.
Per chi ama i libri di ricordi

10. Il grande fiume Po di Guido Conti, Mondadori
Storie e vicende straordinarie legate al grande fiume Po, che l’autore recupera compiendo un vero e proprio viaggio, dalle sorgenti al delta. Miti, curiosità, leggende.
Per chi ama viaggiare nella letteratura e nella storia.
Massimo BeccarelliMassimo Beccarelli è Prof. di Lettere e Consigliere Biblioteca “Manara” di Borgotaro (PR). Da anni socio dell’Associazione di Ricerche Storiche “A. Emmanueli”, ha pubblicato su diversi periodici di interesse locale e siti web. E’ stato membro di giuria in premi letterari e ha moderato presentazioni di libri, in particolare di autori emergenti. Ha lanciato popolari hashtag culturali su twitter: #iversicheamo #twittamiunlibro #bibliotecaideale. Uno di essi, #classicidaleggere, è stato al 1° posto tra gli argomenti di Tendenza in Italia ad agosto 2013 e, di nuovo, a gennaio 2014, meritandosi un articolo sui siti web di “Panorama” e del “Corriere della Sera”. E’ inoltre il promotore del premio letterario “La Quara” di Borgotaro (PR) per autori di Short Stories (I edizione 2014).

10 Libri per la tua estate CHRL scelti da Paola Liotta

10 libri chrlAVOLA – La nostra carrellata di consigli letterari continua con 10 nuovi titoli. Questa volta suggerire – cosa assolutamente vietata in classe – è la prof e scrittrice siciliana Paola Liotta. Dopo averci raccontato, mesi fa, del suo romanzo “…Ed era colma di felicità”, la Liotta torna e lo fa consigliando i 10 Libri per la tua estate CHRL!

Compilare una lista ideale dei dieci testi per le vacanze, un vero e proprio invito a nozze. Partirò da quelli che occhieggiano bene in vista per casa, e sono i libri che ho deciso di leggere, rileggere o che magari sto già leggendo durante questi infuocati giorni d’estate. E, se la letteratura è già essa stessa divertimento, la lettura è vacanza vera e propria, un bene prezioso da coltivare.

1. I nostri antenati di Italo Calvino, Mondadori
Intanto, la docente che palpita in me ha caldamente raccomandato ai suoi beneamati studenti la trilogia “I nostri antenati” di Italo Calvino.
2. L’inferriata di Laura Di Falco, Rizzoli
Oltre al caro Calvino, che collocherei al primo posto solo per l’ordine in cui sto enunciando, ho appena iniziato a rileggere, e consiglio con vivo piacere a tutti, “L’inferriata” di Laura Di Falco, pubblicato da Rizzoli nel 1976. Il romanzo fu quell’anno finalista al Premio Strega ed è stato ripubblicato, nel 2012, per i tipi di VerbaVolant, dalla nipote della scrittrice, la siracusana Fausta Di Falco.

3. Il condominio di via della notte di Maria Attanasio, Sellerio

4. Kafka e il mistero del processo di Salvo Zappula, Melino Nerella
Due testi che ho da poco finito di leggere con interesse, propriamente li ho divorati, “Il condominio di via della notte” di Maria Atanasio e quel delizioso metaromanzo che è “Kafka e il mistero del processo” di Zappulla: orwelliane, le atmosfere del primo, non solo kafkiani, i toni del secondo. Infatti in esso furoreggiano i fantasmi di Pirandello, di Calvino, di Borges, solo per citare alcune delle suggestioni e suggerire la leggerezza appassionata e pensosa che vi traspare. E la scrittura diventa, in entrambe le opere, strumento di liberazione e di difesa dei valori dell’umano. Scrittura tesa, acuminata, la vertigine e il caos tipici della letteratura siciliana, che rivivono nelle pagine originali e intense di questi due autori.

5. Una seconda occasione di Elvira Siringo, Di Felice Edizioni

6. I privilegi dell’ignoranza di Francesco Carbone, et al./Edizioni

Altri due romanzi che intendo presto leggere, terminata la rilettura dell’ “Inferriata” e di altre ‘’creature’’ che ho per le mani, ‘’Una seconda occasione’’della siracusana Elvira Siringo e “I privilegi dell’ignoranza” di Francesco Carbone. Il romanzo della Siringo, che può considerarsi l’antefatto del suo primo romanzo, “La zia di Lampedusa” (Morrone Ed., 2009), ha vinto, nel 2013, il Premio letterario internazionale “Città di Martinsicuro”. In questo suo terzo romanzo traspaiono belle, potenti capacità di scrittura; la narrazione ricorda, a tratti, quella ottocentesca, e per lo spessore e per la cura del dettaglio, e si presenta ricca di eventi a sorpresa e di personaggi accuratamente descritti; anche stavolta, l’impianto predominante è quello del giallo. Dell’altro testo, “I privilegi dell’ignoranza”, la copertina, realizzata dall’autore, traccia in nuce una accurata mappatura degli interessi che il testo convoglia e in sé dipana così come di tutto quanto il lettore ideale possa ritrovare nelle sue pagine: “Un libro per chi ama la letteratura, la musica, la filosofia, il cinema e le arti, i volumi illustrati e le operette morali, pieno di invenzioni romanzesche e generose spruzzate di ragion comica”. E, secondo una regia accorta e misurata, che si concede, qua e là, vaporosi divertissement, la storia si snoda attorno a cinque musicisti e al loro tentativo di leggere uno dei testi capitali del pensiero occidentale: la “Critica della ragion pura” di I. Kant.

7. Sicilia esoterica di Marinella Fiume, Newton Compton
Al settimo posto di questo ideale percorso di letture estive non potrà mancare la saggistica: quest’anno mi dedicherò a “Sicilia esoterica”. Opera pregevole della scrittrice e studiosa Marinella Fiume, si propone quale itinerario attraverso la storia e i suoi luoghi, anche quelli meno noti, i miti, i riti e le leggende dell’Isola del sole, alla ricerca della sua essenza esoterica. In essa confluiscono gli studi, le ricerche e le predilezioni dell’autrice, che ha al suo attivo numerose pubblicazioni, tra cui “Celeste Aida. Una storia siciliana”, “Feudo del mare: la stagione delle donne”, il dizionario biografico illustrato “Siciliane”, da lei curato.

8. La scena perduta di Abraham B. Yehoshua, Einaudi

9. Gli innamoramenti di Javier Marìas, Einaudi

10. Per Isabel di Antonio Tabucchi, Feltrinelli

“La scena perduta” di Abraham B. Yehoshua, autore che amo e sento molto, “Gli innamoramenti” di Javier Marìas, sulla scorta della sua “Trilogia sentimentale” e, infine, “Per Isabel” di Antonio Tabucchi, chiudono la mia rassegna.Acquistati già da qualche tempo, andranno centellinati con parsimonia a lenire la canicola del pomeriggio siculo. E che non manchi mai la poesia, nelle letture così come nella vita. Un nome per tutti? Maria Luisa Spaziani, di cui scelgo le poesie d’amore, “La traversata dell’oasi” (Mondadori, 2002).

 

 

FOTO PER GIULIAPaola Liotta è nata a Noto, in Sicilia. Dopo la maturità classica e la laurea con lode con una tesi sull’ “Illusione” di Federico De Roberto, dal 1993 ha iniziato la sua carriera di docente negli istituti di Istruzione Secondaria Superiore che la vede oggi insegnante nel Liceo Classico e Scientifico “Ettore Majorana” di Avola. Tra il 2002 e il 2007 ha curato numerose attività progettuali, tra cui quelle riguardanti le tematiche della comunicazione a scuola e quelle di giornalismo scolastico, conseguendo, nel 2005, il Premio nazionale speciale “Docente dell’anno” per Alboscuole, Associazione nazionale di giornalismo scolastico. Nel 2009 ha pubblicato il suo primo volume di poesie, “Del vento, e di dolci parole leggere” e, a seguire, nel 2011, “Di Aretusa e altri versi. Poesie del 2009 e del 2010” (Casa editrice Urso). Nel 2013 ha dato alle stampe il suo primo romanzo, “…ed era colma di felicità”, (Armando Siciliano Editore), tenuto a battesimo durante le Giornate della Società Dante Alighieri e, poi, al Salone Internazionale del Libro di Torino nel maggio del 2013. Dal novembre del 2013 organizza e cura periodicamente dei “Tè d’autore” – che ha intitolato “in piacevoli e bei conversari con gli autori e le loro opere” – nella Libreria Mondadori della sua città. Dal 2010, inoltre, cura la rubrica “Le ricette di Paola: tra storica, cultura e cucina” sul Gazzettino del Sud-Est.

10 Libri per la tua estate CHRL scelti da Roberto Ippolito

foto (36)ROMA – Le letture estive meritano di essere speciali, per questo ChronicaLibri ha deciso che a suggerirle saranno 10 grandi nomi del mondo dell’editoria. Oggi per i 10 Libri per la tua estate CHRL abbiamo scelto Roberto Ippolito, scrittore e giornalista che con la rassegna “Nel baule” attraversa tutta l’estate 2014 al Maxxi di Roma incontrando i protagonisti della cultura.

 

1. Nessuno scrive al colonnello di Gabriel Garcia Marquez, Mondadori
Vorrei staccare il mio primo libro consigliato dagli altri nove, per evidenziarlo. E non per un omaggio, che comunque sarebbe giusto e quasi obbligato fare al suo autore, morto il 18 aprile scorso. Ma perché il titolo a cui penso, “Nessuno scrive al colonnello”, pubblicato da Mondadori, è davvero speciale: è una specie di rincorsa, in poche pagine, che si conclude con un grande salto finale. Le ultime righe del libro di Gabriel Garcia Marquez sono impareggiabili, un’esplosione letteraria. Lui stesso era particolarmente affezionato a “Nessuno scrive al colonnello”. In un’intervista concessa nel 1987 a Giovanni Minoli, che ho riletto in occasione della sua scomparsa, Garcia Marquez non si sbilanciò nel valutare il suo romanzo più bello, ma indicò questo come il suo preferito. Sono andato a riprendere le sue parole: “È il libro che è riuscito esattamente come io lo volevo, gli altri sono sempre un po’ approssimativi e ci si avvicina più o meno a quello che uno vuole. In questo caso invece era esattamente quello che io volevo. Dopo viene la ‘Cronaca di una morte annunciata’, questo vuol dire che preferisco i libri corti”. Insomma chi non lo ha ancora fatto, non può che leggere, questa estate, “Nessuno scrive al colonnello”.
2. La figlia del papa di Dario Fo, Chiarelettere
E gli altri nove? Passerei da un Nobel della letteratura a un altro: Dario Fo. In questo caso per me è davvero una scelta obbligata: dopo averlo sentito raccontare le vicende di Lucrezia Borgia e del “papa-peccatore” Alessandro Vi, leggere il suo “La figlia del papa” (Chiarelettere) è perfino ovvio. Anzi devo ammettere di essere in ritardo!
3. Una mutevole verità di Gianrico Carofiglio, Einaudi
Forse è insolito, ma vorrei poi consigliare anche un altro libro che non ho ancora letto: l’ultimo di Gianrico Carofiglio. Ovvero “Una mutevole verità” (Einaudi). Sono molto incuriosito. E sto per cominciarlo.
4. Bagheria di Dacia Maraini, BUR
Qundi suggerirei di riprendere un libro che invece ha 21 anni: “Bagheria” di Dacia Maraini. L’ho appena riletto per preparare un incontro e ho provato emozioni forti, per le descrizioni così intense, per le riflessioni provocate dalla memoria, per l’intreccio di aspetti privati e pubblici, per le vicende familiari alle spalle, per la denuncia della furia del cemento.
5. Marina Bellezza di Silvia Avallone, Rizzoli
Quinto consiglio “Marina Bellezza” di Silvia Avallone (Rizzoli) per la profondità di un racconto che appassiona e per la costruzione dei personaggi.

6. Acqua santissima di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, Mondadori
Con il sesto, passo alla saggistica: “Acqua santissima” di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso dove si può trovare quello che sta accadendo dopo la sua pubblicazione, ovvero le processioni e la religiosità sfruttate dalla ‘ndrangheta.

7. In giustizia di Giancarlo De Cataldo, Rizzoli
Poiché dobbiamo essere più consapevoli di cosa significa lavorare e soffrire per la giustizia, propongo inoltre il saggio, contenente anche riferimenti alla propria storia personale, dello scrittore-magistrato Giancarlo De Cataldo “In giustizia” (Rizzoli): è di tre anni fa, ma attualissimo.
8. Il libro dei libri di Gianni Barengo Gardin, Contrasto

9. Visti & scritti di Ferdinando Scianna, Contrasto
Ed ecco i titoli di due maestri della fotografia: “Il libro dei libri” di Gianni Berengo Gardin e “Visti & scritti” di Ferdinando Scianna, entrambi pubblicati da Contrasto. Il primo fa rivivere i tempi che cambiano, il secondo gli incontri che ha vissuto. L’impatto delle immagini si sposa con quello delle parole.

10. Oli d’Italia 2014 a cura di Stefano Polacchi, Gambero Rosso
Non resta che sedersi a tavola. E condire bene grazie a “Oli d’Italia 2014”. È la guida del Gambero Rosso curata da Stefano Polacchi che fa scoprire qualità, storie aziendali, luoghi. Una ricchezza tutta italiana.

 

 

Roberto Ippolito 2013_07_28 foto Maurizio Riccardi AgrRoberto Ippolito, scrittore e giornalista, ha conosciuto un nuovo successo con “Ignoranti”, pubblicato da Chiarelettere, che denuncia l’arretratezza della cultura e dell’istruzione, dopo i bestseller “Evasori” e “Il Bel Paese maltrattato”, entrambi editi da Bompiani. Organizzatore di eventi culturali, è il direttore editoriale del festival letterario di Ragusa “A tutto volume” e di “Libri al centro”, il primo evento di una settimana mai realizzato in un centro commerciale, Cinecittàdue a Roma. Per tutta l’estate 2014 sarà al Maxxi con “Nel baule” incontrando i protagonisti della cultura. Ha curato a lungo l’economia per il quotidiano “La Stampa”. E’ stato direttore della comunicazione della Confindustria e delle relazioni esterne della Luiss, dove ha insegnato alla Scuola superiore di giornalismo.

(foto di Maurizio Riccardi)