10 Libri per la tua estate CHRL scelti da Paola Liotta

10 libri chrlAVOLA – La nostra carrellata di consigli letterari continua con 10 nuovi titoli. Questa volta suggerire – cosa assolutamente vietata in classe – è la prof e scrittrice siciliana Paola Liotta. Dopo averci raccontato, mesi fa, del suo romanzo “…Ed era colma di felicità”, la Liotta torna e lo fa consigliando i 10 Libri per la tua estate CHRL!

Compilare una lista ideale dei dieci testi per le vacanze, un vero e proprio invito a nozze. Partirò da quelli che occhieggiano bene in vista per casa, e sono i libri che ho deciso di leggere, rileggere o che magari sto già leggendo durante questi infuocati giorni d’estate. E, se la letteratura è già essa stessa divertimento, la lettura è vacanza vera e propria, un bene prezioso da coltivare.

1. I nostri antenati di Italo Calvino, Mondadori
Intanto, la docente che palpita in me ha caldamente raccomandato ai suoi beneamati studenti la trilogia “I nostri antenati” di Italo Calvino.
2. L’inferriata di Laura Di Falco, Rizzoli
Oltre al caro Calvino, che collocherei al primo posto solo per l’ordine in cui sto enunciando, ho appena iniziato a rileggere, e consiglio con vivo piacere a tutti, “L’inferriata” di Laura Di Falco, pubblicato da Rizzoli nel 1976. Il romanzo fu quell’anno finalista al Premio Strega ed è stato ripubblicato, nel 2012, per i tipi di VerbaVolant, dalla nipote della scrittrice, la siracusana Fausta Di Falco.

3. Il condominio di via della notte di Maria Attanasio, Sellerio

4. Kafka e il mistero del processo di Salvo Zappula, Melino Nerella
Due testi che ho da poco finito di leggere con interesse, propriamente li ho divorati, “Il condominio di via della notte” di Maria Atanasio e quel delizioso metaromanzo che è “Kafka e il mistero del processo” di Zappulla: orwelliane, le atmosfere del primo, non solo kafkiani, i toni del secondo. Infatti in esso furoreggiano i fantasmi di Pirandello, di Calvino, di Borges, solo per citare alcune delle suggestioni e suggerire la leggerezza appassionata e pensosa che vi traspare. E la scrittura diventa, in entrambe le opere, strumento di liberazione e di difesa dei valori dell’umano. Scrittura tesa, acuminata, la vertigine e il caos tipici della letteratura siciliana, che rivivono nelle pagine originali e intense di questi due autori.

5. Una seconda occasione di Elvira Siringo, Di Felice Edizioni

6. I privilegi dell’ignoranza di Francesco Carbone, et al./Edizioni

Altri due romanzi che intendo presto leggere, terminata la rilettura dell’ “Inferriata” e di altre ‘’creature’’ che ho per le mani, ‘’Una seconda occasione’’della siracusana Elvira Siringo e “I privilegi dell’ignoranza” di Francesco Carbone. Il romanzo della Siringo, che può considerarsi l’antefatto del suo primo romanzo, “La zia di Lampedusa” (Morrone Ed., 2009), ha vinto, nel 2013, il Premio letterario internazionale “Città di Martinsicuro”. In questo suo terzo romanzo traspaiono belle, potenti capacità di scrittura; la narrazione ricorda, a tratti, quella ottocentesca, e per lo spessore e per la cura del dettaglio, e si presenta ricca di eventi a sorpresa e di personaggi accuratamente descritti; anche stavolta, l’impianto predominante è quello del giallo. Dell’altro testo, “I privilegi dell’ignoranza”, la copertina, realizzata dall’autore, traccia in nuce una accurata mappatura degli interessi che il testo convoglia e in sé dipana così come di tutto quanto il lettore ideale possa ritrovare nelle sue pagine: “Un libro per chi ama la letteratura, la musica, la filosofia, il cinema e le arti, i volumi illustrati e le operette morali, pieno di invenzioni romanzesche e generose spruzzate di ragion comica”. E, secondo una regia accorta e misurata, che si concede, qua e là, vaporosi divertissement, la storia si snoda attorno a cinque musicisti e al loro tentativo di leggere uno dei testi capitali del pensiero occidentale: la “Critica della ragion pura” di I. Kant.

7. Sicilia esoterica di Marinella Fiume, Newton Compton
Al settimo posto di questo ideale percorso di letture estive non potrà mancare la saggistica: quest’anno mi dedicherò a “Sicilia esoterica”. Opera pregevole della scrittrice e studiosa Marinella Fiume, si propone quale itinerario attraverso la storia e i suoi luoghi, anche quelli meno noti, i miti, i riti e le leggende dell’Isola del sole, alla ricerca della sua essenza esoterica. In essa confluiscono gli studi, le ricerche e le predilezioni dell’autrice, che ha al suo attivo numerose pubblicazioni, tra cui “Celeste Aida. Una storia siciliana”, “Feudo del mare: la stagione delle donne”, il dizionario biografico illustrato “Siciliane”, da lei curato.

8. La scena perduta di Abraham B. Yehoshua, Einaudi

9. Gli innamoramenti di Javier Marìas, Einaudi

10. Per Isabel di Antonio Tabucchi, Feltrinelli

“La scena perduta” di Abraham B. Yehoshua, autore che amo e sento molto, “Gli innamoramenti” di Javier Marìas, sulla scorta della sua “Trilogia sentimentale” e, infine, “Per Isabel” di Antonio Tabucchi, chiudono la mia rassegna.Acquistati già da qualche tempo, andranno centellinati con parsimonia a lenire la canicola del pomeriggio siculo. E che non manchi mai la poesia, nelle letture così come nella vita. Un nome per tutti? Maria Luisa Spaziani, di cui scelgo le poesie d’amore, “La traversata dell’oasi” (Mondadori, 2002).

 

 

FOTO PER GIULIAPaola Liotta è nata a Noto, in Sicilia. Dopo la maturità classica e la laurea con lode con una tesi sull’ “Illusione” di Federico De Roberto, dal 1993 ha iniziato la sua carriera di docente negli istituti di Istruzione Secondaria Superiore che la vede oggi insegnante nel Liceo Classico e Scientifico “Ettore Majorana” di Avola. Tra il 2002 e il 2007 ha curato numerose attività progettuali, tra cui quelle riguardanti le tematiche della comunicazione a scuola e quelle di giornalismo scolastico, conseguendo, nel 2005, il Premio nazionale speciale “Docente dell’anno” per Alboscuole, Associazione nazionale di giornalismo scolastico. Nel 2009 ha pubblicato il suo primo volume di poesie, “Del vento, e di dolci parole leggere” e, a seguire, nel 2011, “Di Aretusa e altri versi. Poesie del 2009 e del 2010” (Casa editrice Urso). Nel 2013 ha dato alle stampe il suo primo romanzo, “…ed era colma di felicità”, (Armando Siciliano Editore), tenuto a battesimo durante le Giornate della Società Dante Alighieri e, poi, al Salone Internazionale del Libro di Torino nel maggio del 2013. Dal novembre del 2013 organizza e cura periodicamente dei “Tè d’autore” – che ha intitolato “in piacevoli e bei conversari con gli autori e le loro opere” – nella Libreria Mondadori della sua città. Dal 2010, inoltre, cura la rubrica “Le ricette di Paola: tra storica, cultura e cucina” sul Gazzettino del Sud-Est.

10 Libri per la tua estate CHRL scelti da Roberto Ippolito

foto (36)ROMA – Le letture estive meritano di essere speciali, per questo ChronicaLibri ha deciso che a suggerirle saranno 10 grandi nomi del mondo dell’editoria. Oggi per i 10 Libri per la tua estate CHRL abbiamo scelto Roberto Ippolito, scrittore e giornalista che con la rassegna “Nel baule” attraversa tutta l’estate 2014 al Maxxi di Roma incontrando i protagonisti della cultura.

 

1. Nessuno scrive al colonnello di Gabriel Garcia Marquez, Mondadori
Vorrei staccare il mio primo libro consigliato dagli altri nove, per evidenziarlo. E non per un omaggio, che comunque sarebbe giusto e quasi obbligato fare al suo autore, morto il 18 aprile scorso. Ma perché il titolo a cui penso, “Nessuno scrive al colonnello”, pubblicato da Mondadori, è davvero speciale: è una specie di rincorsa, in poche pagine, che si conclude con un grande salto finale. Le ultime righe del libro di Gabriel Garcia Marquez sono impareggiabili, un’esplosione letteraria. Lui stesso era particolarmente affezionato a “Nessuno scrive al colonnello”. In un’intervista concessa nel 1987 a Giovanni Minoli, che ho riletto in occasione della sua scomparsa, Garcia Marquez non si sbilanciò nel valutare il suo romanzo più bello, ma indicò questo come il suo preferito. Sono andato a riprendere le sue parole: “È il libro che è riuscito esattamente come io lo volevo, gli altri sono sempre un po’ approssimativi e ci si avvicina più o meno a quello che uno vuole. In questo caso invece era esattamente quello che io volevo. Dopo viene la ‘Cronaca di una morte annunciata’, questo vuol dire che preferisco i libri corti”. Insomma chi non lo ha ancora fatto, non può che leggere, questa estate, “Nessuno scrive al colonnello”.
2. La figlia del papa di Dario Fo, Chiarelettere
E gli altri nove? Passerei da un Nobel della letteratura a un altro: Dario Fo. In questo caso per me è davvero una scelta obbligata: dopo averlo sentito raccontare le vicende di Lucrezia Borgia e del “papa-peccatore” Alessandro Vi, leggere il suo “La figlia del papa” (Chiarelettere) è perfino ovvio. Anzi devo ammettere di essere in ritardo!
3. Una mutevole verità di Gianrico Carofiglio, Einaudi
Forse è insolito, ma vorrei poi consigliare anche un altro libro che non ho ancora letto: l’ultimo di Gianrico Carofiglio. Ovvero “Una mutevole verità” (Einaudi). Sono molto incuriosito. E sto per cominciarlo.
4. Bagheria di Dacia Maraini, BUR
Qundi suggerirei di riprendere un libro che invece ha 21 anni: “Bagheria” di Dacia Maraini. L’ho appena riletto per preparare un incontro e ho provato emozioni forti, per le descrizioni così intense, per le riflessioni provocate dalla memoria, per l’intreccio di aspetti privati e pubblici, per le vicende familiari alle spalle, per la denuncia della furia del cemento.
5. Marina Bellezza di Silvia Avallone, Rizzoli
Quinto consiglio “Marina Bellezza” di Silvia Avallone (Rizzoli) per la profondità di un racconto che appassiona e per la costruzione dei personaggi.

6. Acqua santissima di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, Mondadori
Con il sesto, passo alla saggistica: “Acqua santissima” di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso dove si può trovare quello che sta accadendo dopo la sua pubblicazione, ovvero le processioni e la religiosità sfruttate dalla ‘ndrangheta.

7. In giustizia di Giancarlo De Cataldo, Rizzoli
Poiché dobbiamo essere più consapevoli di cosa significa lavorare e soffrire per la giustizia, propongo inoltre il saggio, contenente anche riferimenti alla propria storia personale, dello scrittore-magistrato Giancarlo De Cataldo “In giustizia” (Rizzoli): è di tre anni fa, ma attualissimo.
8. Il libro dei libri di Gianni Barengo Gardin, Contrasto

9. Visti & scritti di Ferdinando Scianna, Contrasto
Ed ecco i titoli di due maestri della fotografia: “Il libro dei libri” di Gianni Berengo Gardin e “Visti & scritti” di Ferdinando Scianna, entrambi pubblicati da Contrasto. Il primo fa rivivere i tempi che cambiano, il secondo gli incontri che ha vissuto. L’impatto delle immagini si sposa con quello delle parole.

10. Oli d’Italia 2014 a cura di Stefano Polacchi, Gambero Rosso
Non resta che sedersi a tavola. E condire bene grazie a “Oli d’Italia 2014”. È la guida del Gambero Rosso curata da Stefano Polacchi che fa scoprire qualità, storie aziendali, luoghi. Una ricchezza tutta italiana.

 

 

Roberto Ippolito 2013_07_28 foto Maurizio Riccardi AgrRoberto Ippolito, scrittore e giornalista, ha conosciuto un nuovo successo con “Ignoranti”, pubblicato da Chiarelettere, che denuncia l’arretratezza della cultura e dell’istruzione, dopo i bestseller “Evasori” e “Il Bel Paese maltrattato”, entrambi editi da Bompiani. Organizzatore di eventi culturali, è il direttore editoriale del festival letterario di Ragusa “A tutto volume” e di “Libri al centro”, il primo evento di una settimana mai realizzato in un centro commerciale, Cinecittàdue a Roma. Per tutta l’estate 2014 sarà al Maxxi con “Nel baule” incontrando i protagonisti della cultura. Ha curato a lungo l’economia per il quotidiano “La Stampa”. E’ stato direttore della comunicazione della Confindustria e delle relazioni esterne della Luiss, dove ha insegnato alla Scuola superiore di giornalismo.

(foto di Maurizio Riccardi)

10 Libri per la tua estate CHRL. Scelti da Alberto Gobetti

foto (36)TIRANO – I 10 libri sono diventati nel tempo il nostro must. Abbiamo ideato i 10 libri per l’estate, i 10 libri per un pomeriggio noioso, i 10 libri del Natale, i 10 libri per San Valentino, i 10 libri per ragazzi e i 10 libri per qualsiasi occasione. Ora non vogliamo più solamente 10 libri. Vogliamo, per questa estate 2014, che 10 nomi del mondo dell’editoria, della comunicazione e della scuola ci indichino le loro 10 letture estive. Saranno suggerimenti, consigli, segnalazioni, nuovi sguardi e curiosità da appagare con i libri. Poi, questi libri, li potremo portare ovunque: in ufficio, in spiaggia, in montagna, a casa e in giardino.

Partiamo oggi con i 10 Libri per la tua estate CHRL. Scelti da Alberto Gobetti. Alberto, libraio valtellinese, ha voluto completare il suo suggerimento di lettura con la qualità tematica contemplata da ogni libro.
1. Stoner di J.Williams, Fazi editore – RESILIENZA
2. Il mondo di ieri di S.Zweig, Mondadori – UMANITA’
3. Il massaggiatore mistico di V.S.Naipaul, Adelphi – FLESSIBILITA’
4. Skellig di D.Almond, Salani – FARSI CARICO
5. Argilla di D.Almond,  Salani – SCEGLIERE
6. Le voci di Berlino di M.Fortunato, Bompiani – LEGGERE
7. La trasparenza del buio di R.Pazzi, Bompiani – OSARE
8. La città aperta di T.Cole, Einaudi – FALSIFICARE
9. Philomena di M.Sixmith, Piemme – CREDERE
10. Le città invisibili di I.Calvino, Mondadori – SCRIVERE


IMG_0175Alberto Gobetti,
classe 1964, tiranese di nascita, ha studiato a Bolzano e si è laureato in Storia moderna presso l’Università degli Studi di Milano. Ha lavorato nel campo del giornalismo locale e dell’editoria. Ricercatore di Storia, ha pubblicato un certo numero di articoli su riviste di settore sia locali che regionali, e ha curato con altri autori sotto la cura della SSV e del prof. Guglielmo Scaramellini due ricerche sulla storia e la cultura di Livigno dalle origini ai nostri giorni. Commerciante, ha aperto la libreria il Mosaico di Tirano nel 2008. Vive e lavora a Tirano.

“Il Signor Bovary” di Paolo Zardi: quando Bovary non è più Madame.

Il_signor_bovary_ZardiGiorgia Sbuelz
ROMA – In un’Italia all’inseguimento della chimera del benessere, ecco spuntare l’uomo che sembra avercela fatta: ottimo impiego, bifamiliare nella prima periferia con tanto di barbecue e due posti auto, una moglie solida e ineccepibile che ha conosciuto a venticinque anni, una figlia e un pargolo in arrivo… cosa chiedere di più? Forse una crepa nel noioso intonaco bianco della propria vita stabile come una cattedrale? Forse un fulmine a ciel sereno, una variabile tanto trasgressiva, quanto banale, come un’amante? Ebbene sì.

E pensare che non l’aveva nemmeno cercata. Lui non era come i suoi colleghi che si iscrivevano appositamente ai social network in cerca di anestetizzanti evasioni pilotate a non contaminare i sentimenti e il matrimonio, lui si era ritrovato quella donna fra capo e collo, quasi senza possibilità di scelta.

Accade così, assecondando un’umana debolezza, che l’intera impalcatura delle certezze costruite cominci a vacillare, ed il sogno di una vita invidiabile possa frantumarsi per ogni mossa mal calcolata, proprio come in un duello: una partita a scacchi contro se stessi, contro i propri limiti, dove un errore di tattica è un affondo al proprio ego, sempre più inesistente, sospeso tra i piaceri della carne con l’illusione di risollevarsi dal piattume di una vita preconfezionata, ma che prima o poi, il Signor Bovary lo intuisce già, si finirà per rimpiangere.

Il Signor Bovary di Paolo Zardi è soprattutto un uomo, comune nel suo essere medio-borghese, comune nei suoi processi mentali, ingenuo e subdolo contemporaneamente, miseramente compatibile, come la sua drammatica – eppur tanto comune – amante: non bella, non ricca, non fortunata… tutti i cliché della mediocrità vengono sondati, con un linguaggio secco e causticamente ironico che trascina nel vortice di una storia che sembrerebbe ovvia, nella parabola erotica interpretata dai due amanti, i quali, nel rispetto del loro standard, non mancheranno nemmeno di interrogarsi sul senso dell’amore e della famiglia, ma solo dopo aver dato sfogo alle rispettive perverse fantasie consumandole allo sfinimento nelle stanze dei motel scelti di volta in volta.

Un repentino colpo di scena si abbatte come una scure sulle sorti del protagonista, la musica cambia, e ci si ritrova spediti dritti dritti nell’occhio di quel ciclone avvistato fin dal principio.
Riaffiorano i ricordi, ai quali l’uomo si aggancia come ad un’ancora, così da restituirsi un’identità smarrita nella marea dei turbinosi avvenimenti: “ L’odore del brodo all’asilo, la gonna grigia della sua maestra, la cucina spoglia del suo migliore amico, la sigla del dolce Remì, piccolo come sei, le foto di Carmen Russo su un vecchio numero di Panorama… Un sacchetto di foglie gialle che aveva raccolto per sua madre”. Un guizzo ancora e, balenante, la presa di coscienza: “Gli venne in mente anche il barometro a casa dei suoi nonni. Aveva la stessa forma di quello appeso accanto alla porta della cucina di casa Bovary. Madame Bovary era lui”.

Ottantamila battute in una manciata di capitoli, scanditi da una voce narrante la cui natura si svelerà solo nel finale, per questa avvincente storia di Intermezzi Editore, disponibile in formato eBook. Ottantamila battute che schizzano via spedite come un treno; un racconto lungo che è lo spazio adeguato per sfoderare le doti narrative di Paolo Zardi, capace come pochi di impigliare il lettore alle parole e alle considerazioni, riversate così in un formato ideale per un viaggio in apnea che ti cattura dalla prima riga e ti molla solo all’ultima parola dell’ultimo capitolo.

Novità: con I giganti e le formiche arriva dall’Oriente la poesia di Cho Won hee

I_giganti_e_le_formicheGiulia Siena
ROMA – Le immagini poetiche create con estro e dolcezza dal tratto pulito ed equilibrato di Cho Won hee approdano in un albo illustrato essenziale ma di forte impatto. Questo è I giganti e le formiche, il volume pubblicato da Orecchio Acerbo editore e in libreria dal 29 maggio. I giganti e le formiche, premiato al CJ Festival – una delle più importanti rassegne di tutto il panorama asiatico e attentissimo alle nuove forme espressive dei giovani talenti dell’illustrazione mondiale – è un piccolo viaggio poetico in una foresta incantata. Incantata, sì, perché è quasi una magia quella che lega con un sentimento di affetto e reciproco rispetto i giganti agli esseri più piccoli della terra. I giganti, grossi, enormi e imponenti con muscoli e braccia rosse, capelli corvini e grandi piedi, sono davvero degli esseri di cui aver paura: volendo potrebbero fare davvero male alle piccole creature con le quali condividono il bosco. Ma, a differenza di quello che si possa pensare, le loro grosse braccia muscolose servono solo da rifugio sicuro per i piccoli uccelli che imparano a volare o da alleate nel curare le ferite. Lui, il mastodontico gigante maschio, è quasi un maestro di vita, un esempio per gli uccelli che si divertono a giocare con lui e a colorare l’aria con i loro voli. Le formiche, poi, sono così premurose con la grande donna dai capelli lunghi e dal passo incerto. Lei, la statuaria donna, per non fare del male ad alcuna formica aspetta, ferma sui suoi passi, che ogni giorno queste tornino a casa sicure prima di riprendere il suo cammino. Succede, così, che uno si prenda cura dell’altro, il grande del piccolo, il potente dell’impotente e viceversa. L’amore entra così in circolo.

 

I giganti e le formiche è, infatti, una storia d’amore. Un amore irreale ma vero, un amore impossibile ma realizzabile. Un amore che cambia le cose, le migliora, perché anche dove l’abitudine lo nega la natura lo asseconda.

 

Dai 3 anni per tutte le età

 

 

 

Guerrilla Plantation, il raccolto che ti cambia la vita. O forse no.

StampaGiulia Siena
PARMA “Che strano effetto gli facevano le parole della zia: “E’ proprio un bravo ragazzo!” mentre quelle della nonna gli parevano più appropriate: “Mah, speriamo lo sia diventato, perché da piccolo era proprio un gran lazzarone!”. Paolo è cresciuto; forse anche troppo per essere ancora uno studente universitario, ma Paolo è così: si culla nel suo tranquillo caos fatto di noia, studio (poco), letture (tante), amici (Brizzo), fumo, strambe idee imprenditoriali e una crescente voglia di fare soldi. Per questo Paolo – il protagonista di Guerrilla Plantation, il romanzo di Gianluca Mantelli pubblicato da David and Matthaus – decide che è arrivato il momento di cambiare le cose. Questa è la situazione adatta: il suo piccolo traffico di monete antiche vendute via internet viene di colpo bloccato e la dogana esige un ingente pagamento di tasse. Dove trova i soldi? Come fa a sbloccare la situazione, proprio ora che la sua testa dovrebbe essere impegnata a studiare per l’ennesimo esame di filologia o di linguistica? Arriva, così, una piccola “illuminazione”: perché non sfruttare la malsana passione per la marijuana e fare del suo rifugio di studio, immerso nel verde delle montagne dell’Appennino, la base per la sua casalinga coltivazione di erba? La piantagione cresce, gli affari crescono, l’impresa cresce, tanto che il giro d’affari di Paolo riuscirà a coinvolgere anche Brizzo. Ma gli esami sono lì, la vita continua, le letture trascorrono, l’amore arriva – come una Dea – e scappa, le sessioni passano e la tesi aspetta. Tutto nella quotidianità di Paolo ha un altro ritmo.

 

Guerrilla Plantation è la storia di Paolo, la storia di una passione e la storia di un tentativo. Il tentativo è quello di provare a fare soldi facendo una cosa illegale. Una cosa come tante, del resto. Ma Paolo ci crede, si lascia trascinare, trascina e riesce, in un certo senso, a raggiungere il suo scopo. Guerrilla Plantation, però, è di più. Guerrilla Plantation è la storia di un ragazzo come tanti: annoiato, rallentato e sfiduciato. Per Paolo con questa nuova scommessa arrivano altri stimoli e si aprono nuovi scenari; Paolo per la prima volta non è più lo studente fuoricorso ma è l’uomo che decide di tentare la propria strada – anche se provvisoria – ed è l’uomo che decide di riuscire, comunque e nonostante tutto, nei suoi studi.

Gianluca Mantelli, tra gli altri, ha questo merito; quello di far diventare – attraverso il racconto – uomo un dissennato studente fuoricorso.

 

Vedi QUI la videointervista di ChronicaLibri iTvRome a Gianluca Mantelli, autore di Guerrilla Plantation

“Come fossi solo”: Srebrenica a tre voci, vent’anni dopo

come-fossi-soloGiulia Siena
ROMA
“Quante volte hanno già vissuto questo momento nei loro incubi? Anni trascorsi sotto le granate, consapevoli che prima o poi sarebbe successo. Adesso che i loro peggiori presagi si sono realizzati, adesso che non possono più sperare in un colpo di scena, in una qualsivoglia via d’uscita, sembrano persi, svuotati dalla loro unica ragione d’essere”. Questa è la guerra in Bosnia. Srebrenica, 1995. Qui l’esercito serbo-bosniaco uccise 8372 persone, un massacro ritenuto genocidio dal Tribunale Penale Internazionale per l’ex-Jugoslavia il 19 aprile 2004. Ma partiamo dall’inizio.

 

Dopo quasi vent’anni dalle atrocità avvenute, un giovane scrittore aretino, Marco Magini, decide di tornare ai fatti di Srebrenica e usarli, ricordarli, impastarli nella trama di un romanzo, per entrare, così, nel panorama letterario italiano con un libro di grande impatto. “Come fossi solo”, pubblicato da Giunti – finalista al Premio Calvino 2013 e con buone chance per lo Strega 2014 – è una storia che ripercorre la storia. Tre voci: quella di Drik, casco blu olandese, rappresentante del contingente Onu colpevole di non aver impedito la strage che cerca ogni giorno un motivo per riscattare la sua sensazione di impotenza; quella di Dražen, il soldato “mezzosangue” che non voleva essere un soldato, nato in questa stessa terra, nella parte a maggioranza serba della Bosnia Erzegovina da genitori croati. E, infine, quella di Romeo Gonzales, magistrato spagnolo di lungo corso che vede questa convocazione da parte del tribunale internazionale per giudicare Dražen come l’occasione per ampliare il suo prestigio personale. Tre voci coinvolte, diverse e distinte che portano avanti il proprio punto di vista per costruire la Storia.

Ognuno di loro è un piccolo tassello nella grande vicenda che prende forma, spettatori inconsapevoli di come le dinamiche della guerra siano ogni volta simili e ogni volta spietatamente sorprendenti. I protagonisti sono attori e marionette, colpevoli e vittime di crimini e ingiustizie, sono coloro che provocano dolore e che ricevono dolore. Sono al fronte. Sono in una guerra. Fino a quando la morte non metterà fine alla guerra.

 

 

Marco Magini era un ragazzo durante la guerra in Jugoslavia. Sapeva di quella guerra come ne sapevamo noi italiani in quel periodo – forse un po’ meno: notizie allarmanti, confuse. Dopo vent’anni Magini ha voluto approfondire quel periodo storico e ripercorrere con una scrittura lineare e asciutta – forse alle volte dando per scontato un po’ troppe cose – il genocidio di Srebrenica. Ma “Come fossi solo” non è un libro storico – devi già conoscere i fatti storici per leggere con consapevolezza il libro – è un romanzo in cui viene data voce ai personaggi e alle loro emozioni; alle difficoltà, le paure, le ansie e le oppressioni di chi sta dalla parte del più forte temendo, comunque, gli eventi.

 

 

“Habiba la Magica”, la fantasia non ha nessun colore di pelle

habiba la magicaGiulia Siena
ROMA
“Faccio la quarta elementare, ho dieci in italiano e nove in storia, e… Allungò la mano e afferrò la sua sciarpa, sullo schienale della poltrona. Accarezzò il giallorosso: …e sono romanista, ecco chi sono! Sono una Lupetta della Migica! […] Sono Magica anch’io, si disse. Ho una scopa magica, ieri notte ho volato. Come ho potuto dimenticarlo?” A parlare è Habiba, la protagonista di Habiba la Magica, il libro di Chiara Ingrao pubblicato da Coccole Books.

 

Habiba è una bambina come tante, nonostante zia Aminata continua a sostenere che Habiba, guardandosi allo specchio, non sa chi è. Che esagerata questa zia così legata a mamma-Africa da continuare a pensare che oggi Habiba non sappia nulla delle sue radici! Habiba, invece, lo sa benissimo: sa di essere arrivata in Italia nel grembo della madre dopo un burrascoso viaggio in nave, di aver perso in quella stessa notte l’uomo da cui aveva preso la bocca e il sorriso; sa, anche, che lei è uguale agli altri, a tutti i suoi amici di scuola, nonostante abbiano tutti lineamenti e nomi forse un po’ troppo bizzarri per chi la pensa come zia Aminata. Ma Habiba ora ha altro a cui pensare. Da quando ha ricevuto in dono dalla vecchia Filomena una scopa – piccola, praticamente minuscola – ogni notte è una nuova avventura e quasi una sfida per debellare le proprie paure. Che strana la magia! Per fortuna Habiba a queste cose ci crede, ci crede veramente. Inizia, così, una vita parallela che mentre di giorno la porta ad ascoltare le varie maestre a scuola, la notte, dopo i giochi in cortile e le cene con la mamma, affronta un volo incantato che la porta a sorvolare la magnifica Città Eterna, tra monumenti, palazzi e grandezze del passato. Ma l’avventura di Habiba è solo all’inizio.

 

Chiara Ingrao costruisce una storia fatta di più storie: in questo libro si intrecciano tra loro i fatti attualissimi delle seconde generazioni (Habiba vive nella periferia di Roma, in un condominio pieno di cinesi, indiani, egiziani, ma parla romano e non ha mai visto l’Africa); la passione per il calcio; i legami tra bambini e quelli tra adulti e bambini (l’amicizia tra Silvia e Habiba e il rapporto tra Habiba e Nagib); il tutto tenuto insieme dalla magia che alle volte prende il sopravvento per stupire e far sognare.

 

Dai nove anni.

“Antonio e le cose dei grandi”: nuova avventura per l’eroe di Angelo Petrosino

Antonio-e-le-cose-dei-grandi_chronicalibriGiulia Siena
ROMA 
– Per la mamma è Antonio, per il papà è Tonio, per Erica, sua sorella, è Tonino, per i suoi amici è Tony. Per noi, per tutti, è il protagonista della penna di Angelo Petrosino che dopo Ciao, io mi chiamo Antonio, torna in libreria con una nuova avventura, Antonio e le cose dei grandi (Sonda).

Antonio ha dieci anni, è in quinta elementare e, questa volta, è alle prese con “le cose dei grandi”. Cosa saranno mai queste cose? Le cose dei grandi sono gli amori; Antonio, infatti, conoscerà meglio Margherita, la sua compagna di classe, e sarà piacevolmente sorpreso dalla sua sensibilità, da questo suo essere “femmina” senza essere uguale alle altre femmine e dalle sue attenzioni per i libri del padre. Ah, già, perché forse tra le cose dei grandi c’è anche la parte “come gestire il successo del proprio padre”. Sì, il padre di Antonio è famoso; scrive libri per ragazzi e pare che piaccia molto, tanto che un giorno Antonio lo accompagnerà a una presentazione dove centinaia di ragazzi curiosi e attenti saranno altrettanto incuriositi dalla presenza del figlio dello scrittore. Poi tra le cose dei grandi c’è anche una cameretta tutta per se – anche se è stata Erica a volerla – senza quella ficcanaso di Erica, appunto. C’è anche la responsabilità e l’affetto verso un nuovo amico, il cane Nessuno. C’è poi la vulcanica Ingrid, l’amica segreta conosciuta in vacanza in montagna e c’è Riccardo, l’inseparabile amico.

Forse sono queste le cose dei grandi, forse ce ne sono altre, quelle che la magistrale penna di Angelo Petrosino, ha inserito in un racconto ricco di episodi, aneddoti e divertenti avvenimenti. Per il nostro protagonista, infine, arriva il momento del grande passo, andrà alle medie. Forse questo potrebbe essere un problema, sospira la mamma: “alla scuola elementare ha vissuto quasi senza problemi la sua difficoltà a leggere e scrivere”, ma per Antonio, la dislessia non è un problema; non deve esserlo per nessuno! Infatti il libro è scritto con carattere EasyReader, perfetto per coloro che hanno problemi di lettura e ideale per tutti i lettori.

 

Antonio e le cose dei grandi contiene anche 32 pagine di fumetti con le illustrazioni di Laura Stroppi che completano la storia e riescono a darci l’idea di una storia in continua evoluzione. Aspettiamo la prossima avventura!

Notizie: ecco tutti i dati del Rapporto Nielsen sull’acquisto e la lettura dei libri

foto (8)Giulia Siena
ROMA 
– Leggiamo meno, acquistiamo ancora meno e a comprare sono sempre gli stessi. Si potrebbe riassumere così il rapporto Nielsen sull’acquisto e la lettura dei libri. Ma, si sa, la ricerca Nielsen – presentata ieri alla Biblioteca Angelica di Roma – è una cosa seria e proprio così non è il caso di riassumerla. I dati che emergono dal rapporto commissionato dal Centro per il Libro e la Lettura all’agenzia di rilevamento Nielsen, parlano chiaro: nel triennio 2011-2013 si è registrato un calo medio sia nella percentuale dei lettori (dal 49% al 43% della popolazione) che degli acquirenti (dal 44% al 37%), ma non è tutto.

 

“Oltre a offrire la fotografia più fedele del 2013 – spiega Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il Libro e la Lettura – la ricerca consente di vedere le immagini in movimento del triennio 2011-2012-2013”. 

Allora, questa fotografia scattata da Nielsen per il 2013 mostra un paese in cui il 37% della popolazione (19,5 milioni di individui) ha acquistato almeno un libro durante l’anno, per un totale di 112 milioni di copie vendute. Gli acquirenti sono per la maggior parte diplomati/laureati, risiedono tra il Nord e il Centro Italia, hanno un profilo giovane (25-34 anni) e sono in maggioranza donne: il 41% della popolazione femminile ha acquistato un libro, contro il 33% di quella maschile.

Ulteriore discriminante è la fascia di reddito: più gli individui sono benestanti, maggiore è la loro predisposizione a investire in libri. Più della metà dei libri acquistati è compresa nella fascia di prezzo medio-bassa: il 28% riguarda i titoli sotto i 5€, il 31% quelli tra i 6€ e i 10€. Si conferma il ruolo preponderante dei lettori forti: il 4% della popolazione ha acquistato il 36% delle copie vendute nel 2013.

Mentre cala la quantità dei libri acquistati, aumenta quella dei volumi in prestito. Il risultato è che in Italia si legge più di quanto si acquista: il 43% della popolazione ha letto almeno un libro (22,4 milioni di lettori, per un totale di 153 milioni di copie lette). Le lettrici sono più numerose dei lettori (il 48% delle donne contro il 38% degli uomini) e la fascia di età più forte è quella dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni (dove i lettori si attestano al 60%). Il genere preferito è la narrativa (71% di gradimento), seguita da biografie/autobiografie e dai libri storici.

La comparazione dei dati relativa agli ultimi tre anni (novità fondamentale della ricerca Nielsen) mostra un trend negativo sia per quanto riguarda i lettori che gli acquirenti di libri in Italia. Negli ultimi anni il calo riguarda tutte le fasce d’età, con particolare rilevanza in quelle più giovani: dal 70% al 60% nella fascia 14-19 anni, dal 52% al 40% in quella 20-24. A crescere sono i lettori ultrasessantenni: dal 33% nel 2011 al 38% nel 2012 al 39% nel 2013.

Non ci resta che leggere.

 

La ricerca
Il campione è il Panel Consumer Nielsen (9.000 famiglie), che stima i principali indicatori relativi al comportamento degli acquirenti nei mercati di largo consumo e rappresenta 52,4 milioni di individui sopra il quattordicesimo anno d’età sull’intero territorio nazionale. Inviato a circa 24.000 individui, il questionario ha chiesto informazioni relative a ciascun acquisto(tipologia e genere di libro acquistato, canale d’acquisto, prezzo, utilizzo) e alla lettura (tipologia e genere di libro letto, canale di provenienza). Tra gli indicatori presenti all’interno dell’indagine, si evidenziano l’affluency (classe socioeconomica) e sette tipi di life stages (le diverse tipologie familiari).