Libri in uscita, le novità editoriali proposte da ChronicaLibri

Alessia Sità
ROMA – Se siete alla ricerca di un buon libro e non avete idea di cosa leggere, non temete! Prendete carta e penna e annotate le interessanti proposte editoriali che ChronicaLibri ha selezionato per questa settimana. Per gli amanti dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile, Edizioni Ambiente suggerisce “La terza crisi” di Danilo Bonato; mentre per gli appassionati di storia, Ortica editrice segnala l’uscita de “La Rivoluzione” di Carlo Pisacane nella collana Le Erbacce. Fra le sue novità, Mondadori annovera  anche l’ultimo lavoro di Andrea Camilleri “Il diavolo certamente”, “L’amore quando c’era” di Chiara Gamberale e “La chiave di Sara” di Rosnay Tatiana, un romanzo da 5 milioni di copie ora anche sul grande schermo. La Giuntina porta in libreria “La foto sulla spiaggia” di Roberto Riccardi, “Una strana fortuna” di Maurice Grosman e “Un cammino lungo un anno” di Drudi Emilio. Ad arricchire il vasto panorama editoriale contribuisce anche Giulio Einaudi editore con I Frank” di Mirjam Pressler, “Violazione” di Alessandra Sarchi e “Voci dal lager” di Mario Avagliano e Marco Palmieri. Inoltre, da non perdere sono le novità di Cavallo di Ferro che propone “Il settimo sigillo” di José Rodrigues Dos Santos e per i prossimi mesi segnala l’uscita dell’inedito romanzo di Josè Donoso“Lucertola senza coda”, “Ovunque io sia” di Romana Petri e “Il ritratto di Venere” di Riccardo de Palo.

Per chi volesse scoprire e ricostruire le figure magiche della tradizione orale in Maremma, edizioni Effiggi consiglia  l’uscita del libro il “ Cerchio magico” a cura di Paolo Nardini.
E per finire il nostro viaggio alla scoperta delle tante novità editoriali, segnaliamo due fra i libri stranieri che il 2012 ci offre: l’attesissimo “Stieg e io. La storia d’amore da cui è nata la Millennium Trilogy” di Eva Gabrielsson, edito da Marsilio, e “Tutte le famiglie sono psicotiche” di Douglas Coupland, pubblicato da Isbn edizioni.

“Brutti, sporchi e cattivi. L’inganno mediatico sull’immigrazione”: stereotipi culturali e copioni mediatici del nostro tempo

Alessia Sità
ROMA
«Nel Paese arriva la guerra, arrivano a valanga le bugie» diceva un vecchio proverbio tedesco, citato nel libro “Riflessioni di uno storico sulle false notizie sulla guerra” di March Bloch. Potremmo fare verosimilmente la stessa affermazione alla ciclica notizia dell’arrivo di profughi e migranti?

Questa è solo l’inizio della lunga riflessione del giornalista Giulio Di Luzio in “Brutti, sporchi e cattivi. L’inganno mediatico sull’immigrazione”, pubblicato dalla casa editrice Ediesse nella collana Saggi. Con grande rigore scientifico, l’Autore indaga sul ruolo rivestito dai media nella diffusione dell’immagine stereotipata e negativa dell’immigrato, ormai chiamato esclusivamente clandestino.
“Nel villaggio globale l’informazione – è superfluo ribadirlo – assume un ruolo centrale e invasivo delle coscienze”. Lo scrittore definisce un vero “killeraggio mediatico” quello fatto contro l’immigrato; ogni giorno siamo bombardati da sondaggi, diagrammi e percentuali che non perdono l’occasione di mettere in evidenza il crescente numero di dati allarmanti che sottintendono una vera e propria ideologia xenofoba.
Con grande passione civile, Giulio Di Luzi analizza le diverse forme di intolleranza, soffermandosi anche sul linguaggio e sulle “mille forme dispregiative di connotazione”: extracomunitario, clandestino, immigrato, irregolare, profugo, disperato, rifugiato.
Il clima di sospetto nei confronti dei nuovi arrivati, riporta alla memoria l’analogo trattamento riservato in passato ai migranti meridionali, sbattuti in prima pagina dalla stampa italiana come “calabresi, siciliani o pugliesi”.
Con “Brutti, sporchi e cattivi”, l’Autore tenta di ripristinare la “verità storica”, distaccandosi totalmente dall’immagine mediatica, arricchita dai soliti cliché narrativi, che col tempo ha contribuito ad alimentare la visione dell’extracomunitario – clandestino – criminale.  In conclusione, Di Luzi si sofferma anche sul panorama fotogiornalistico italiano, definito come riduttivo e superficiale, dal momento che “l’immagine viene meno al compito di rappresentare i mutamenti in corso, presentandosi a simbolizzare vecchi copioni”.

I 10 Libri per il 2012

Silvia Notarangelo
ROMA – Lasciata alle spalle la frenesia delle feste natalizie e ripresi i normali ritmi lavorativi, perché non includere, tra i propositi per il nuovo anno, qualche ora da dedicare alla lettura? Ecco alcuni suggerimenti.
Tra i romanzi non c’è che l’imbarazzo della scelta. Se il nuovo libro di Sophie Kinsella, “Ho il tuo numero” (Mondadori), promette divertimento e spensieratezza, “Il diavolo vola a Hollywood” di Lauren Weisberger (Piemme) vi sorprenderà con una scelta di vita tutt’altro che scontata. Anche per viaggiare, almeno con la fantasia, le alternative non mancano. Si può scegliere di perdersi nella steppa patagonica con Luis Sepúlveda e il suo “Ultime notizie dal sud” (Guanda) oppure ripercorrere le atmosfere di una Stoccolma Anni Trenta lasciandosi trasportare da Tomas Tranströmer e dal suo “I ricordi mi guardano” (Iperborea). Se poi non sapete rinunciare al brivido di un giallo, armatevi di sangue freddo e tuffatevi tra la pagine de “Lo scalpellino” di Camilla Läckberg (Marsilio) o nell’ultimo lavoro di Giorgio Faletti “Tre atti e due tempi” (Einaudi): le sorprese non mancheranno. Chi, invece, desidera farsi un’idea su temi e questioni più delicate, non resterà deluso dalla lettura di due saggi recentemente pubblicati da Edizioni Ambiente, “Meno 100 chili” di Roberto Cavallo e “Toghe verdi” della giornalista Stefania Divertito. Un’ottima occasione per sviluppare sensibilità e senso critico verso problematiche che ci riguardano, purtroppo, da vicino.
Ultime, ma non per questo meno importanti, due proposte per bambini e ragazzi. Beatrice Masini con il suo “Solo con un cane” (Fanucci), saprà conquistare quanti considerano l’amicizia un bene irrinunciabile, “Trova e scopri l’arte negli oggetti di ogni giorno” di Morgese-Bongini (Il Castoro) riuscirà, in modo divertente ma non banale, a soddisfare la curiosità dei più piccoli, e non solo.

“Magna Roma. 110 ricette per cucinare a casa i piatti della tradizione romana”: un viaggio alla scoperta di antichi sapori intramontabili

Alessia Sità
ROMA – Si intitola “Magna Roma” l’ultimo libro di Ilaria Beltramme edito da Mondadori nella collana “Come fare”. Se amate la cucina casereccia e non volete rinunciare ai piaceri della tavola, questo valido ricettario vi farà scoprire i sapori e i profumi della cucina romana, regalandovi allo stesso tempo un imperdibile percorso storiografico.
Tante ricette gustose da sperimentare e degustare, riscoprendo anche antichi sapori prelibati: dagli Spaghetti alla gricia alla Trippa alla romana, dai Rigatoni con la pajata alla Coda alla vaccinara.
Il cibo è sempre più la chiave d’accesso al vero cuore di una città. Nella cucina c’è la storia, la geografia, il gusto e più in generale l’identità di un’intera comunità. Per quanto riguarda Roma, già Livio Jannattoni, Ada Boni e Aldo Fabrizi hanno pubblicato i ricettari definitivi, quelli con le vere ricette della tradizione romana: l’abbacchio, la coda alla vaccinare, i carciofi, la gricia e altre leccornie. Ilaria Beltramme con Magna Roma recupera in modo molto rispettoso questo patrimonio culinario, aggiungendo due elementi molto importanti: il primo è la sostituzione degli ingredienti che nel frattempo sono scomparsi dai supermercati; il secondo è svelare curiosità e aneddoti legati alle singole ricette. Anche l’appendice è molto gustosa perché contiene appunti sull’alimentazione ai tempi di Roma antica, notizie sui menu dei Conclavi, i giochi da osteria e la vera storia della “società dei magnaccioni”.

“La cicala e la piccola formica”, faremo insieme una favola diversa

recensione chronicalibri bohem press italiaGiulia Siena
ROMA
– Una favola antica rivista e raccontata dallo scrittore bosniaco Božidar Stanišić. La favola è “La cicala e la formica”, una delle 358 con le quali Esopo diede origine a questa forma letteraria dagli scopi educativi. Oggi, dopo molti secoli, il genio di Esopo si manifesta con parole e immagini diverse grazie a “La cicala e la piccola formica” (Bohem Press Italia), l’albo illustrato da Dušan Kállay sulle parole di Božidar Stanišić. Le vivide immagini ripercorrono il freddo inverno che una cicala si trova a fronteggiare in compagnia solamente del suo violino, fedele amico delle gioiose giornate estive. Ora, con il freddo, non sa dove trovare un riparo e come aspettare l’estate. Tutte le porte delle formiche sono chiuse, le loro piccole case sono calde, ma in nessuna c’è posto per la cicala. Fino a quando qualcuno le dice che “faremo una favola diversa”, perché “A questo mondo ci sarà posto sempre e ovunque per ogni creatura”.

Il libro, pubblicato da Bohem Press Italia, è una delle ultime pubblicazioni di questa interessante realtà editoriale nata nel 2001 dopo la trentennale esperienza della casa madre in Svizzera.